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Che fine ha fatto babyonblog? Il raffreddore mi passa o no? Non ridete!
Perché?
Perché oggi ho rubato la tazza piena di tè di mamma dal ripiano della cucina e mi sono messa a correre per il salone inondando tutto il pavimento? Come mai questa tazza sembrava contenere non pochi decilitri ma almeno settanta litri di appiccicoso liquido? Perché papà mi chiama "killer"? Perché mi vogliono così bene lui e mamma?
Piccole insignificanti cose da conservare
Papà stamattina è andato allo zoo, è entrato nella gabbia delle tigri, ha messo le gocce nel naso a tutte e quand'è uscito ha detto "più facile che metterle a Flaminia". (ma perché, cosa c'è di male se mi muovevo un pochino?).
L'altro giorno ha nevicato a Roma, e quando mamma mi ha messo davanti alla finestra grande ho guardato fuori, e già che c'ero ho spalmato di saliva tutto il vetro (ma che c'è di male? Il vetro è buono!).

Mi sono raffreddata e sono ridotta una fetecchia, starnuti e mocciolo, catarro, tosse, notti infernali, tutti svegli!

Credo di avere due nature, come tutti i bimbi immagino. Ad esempio, da qualche giorno aiuto mamma e papà a sparecchiare. Mi danno le cose che non si rompono, la bottiglia di plastica, il sottopentola, i tovaglioli, cose così, e io li porto in cucina, sono contentissima e molto giudiziosa, un vero angelo, ma poi mamma mi dà il cestino del pane e qualcosa scatta dentro di me... il mio lato selvaggio! Il cestino non arriva mai in cucina, lo svuoto rapida come un lampo, l'abbandono gettandolo da qualche parte, poi metto il pane in bocca, lo sputo, ne faccio tante molliche umidicce e le sparpaglio sul pavimento. Placata, guardo i miei vecchi con degli occhi che non potete immaginare. La dottoressa Jekyil e miss Hyde!
Comunicazioni di servizio: i nuovi pam**rs babydry fanno piuttosto schifo! Su Rai 2, la mattina verso le nove, mandano in onda Pingu, un toon con dei pinguini che non parlano ma fanno strani versi, però si capisce cosa intendono e hanno piccole avventure molto carine, mi piacciono!
Babyblog s'incontrano!
Ehm ehm, ieri era il mio compleanno, due incredibili anni! Mamma ha organizzato tutto in una sala bellissima, lei faceva la Direttrice e papà il Miserabile Facchino, e poi c'era Stefania, una creatura aliena che è riuscita a tenere a bada me e altre undici cavallette mannare (con codazzo di genitori adoranti tra i flash delle macchine fotografiche) con giochi, trucchi, canti, teatrini e balli e altre incredibili trovate. C'era anche Edoardo, forte! E' entrato titubante, ma verso la fine s'è scatenato e s'è divertito molto, non credevo che questo diariodibimba mi avrebbe permesso di conoscere un altro babyblog, in effetti non ci avevo pensato. Sono proprio contenta di averlo invitato e con Edoardo ci siamo fatti una foto insieme (papà ci puntava una pistola alla schiena per farci stare fermi mentre il papà di Edoardo scattava). Ho ricevuto un sacco di regali che sto provvedendo meticolosamente a sezionare e sparpagliare per tutta casa, in un paio d'ore ho reso impossibile il loro riconoscimento!
Qui vicino casa nostra c'è una scuola inglese, e mamma per curiosità è andata a vedere quanto costava la materna. E' tornata, ha biascicato stupefatta "diecimilaeurol'anno!", ha acceso Divertinglese su Rai Edu Lab che costa zero.

Da qualche settimana riesco a mettere insieme le parole. Mi spiego, verso i dodici mesi ho iniziato a capire qualcosa di quel che mi dicevano mamma e papà, anche se di ripetere neanche a pensarlo, poi ho preso a nominare faticosamente le cose singole, non esisteva la classe "orso" con tutti gli orsetti che incontravo, ma solo questo singolo orsetto qui e ora, ogni volta dovevo fare la conoscenza del singolo oggetto, anche se mamma mi diceva "ma è un orso, non lo vedi?". Non è che non lo vedevo, ma era diverso da quello di prima! Possibile che i vecchi non capiscano queste cose semplici? Insomma, per un bel pezzo sono andata avanti con queste parole singole in cui quasi inciampavo.
Ma ora metto insieme le parole, riesco a dire "libro caduto terra!" e cose simili, e dalle espressioni soddisfatte di mamma e papà capisco che è una buona cosa. Ma se sapessero che fatica! A volte ci vuole un buon interprete swahili-italiano per capirmi.
Ma perché scrivere di questo fatto così assolutamente ovvio? La prima cosa è che col linguaggio sto facendo passi da gigante, è come se potessi... pensare, sentirmi di casa nel mondo! Già, voi grandi questi problemi non ve li ponete, e vi fate un sacco di risate con le nostre Celebri Storpiature, la seconda cosa è che è bellissimo imparare a parlare, ve l'assicuro, e quando una bimba è contenta deve dirlo a tutti!
Piccolo sondaggio
Cari colleghi, ieri sera ero in vasca con la mia cuffia da Grande Nuotatrice, e ho profittato di una breve assenza di mamma (dieci secondi netti) per rovesciare buona parte del contenuto della vasca fuori sul pavimento (ps del 13 gennaio: il lavoro l'ho fatto con un secchiello, sono riuscita a svuotarlo due volte! Gustoso!); se qualcuno di voi l'ha già fatto scambiamoci le informazioni per farlo di nuovo e meglio (modello da seguire: Diluvio Universale). Mamma ha strillato con gli occhi da infanticida ma io ho la faccia tosta come il dorso di una vanga e l'ho guardata allibita come a dire "cosa ho mai fatto??".
Voglio bene ai miei vecchi, perché quando guardo tre serie di teletubbies di seguito loro non dicono niente (non credo che gli piacciano poi tanto...).

Mi sa che tutti noi bimbi abbiamo il parquet a casa, quella cosa più o meno scura - più è scura più si vede anche il più piccolo granello che lasciamo cadere - e le mamme che brontolano 27 ore al giorno "è sempre sporco!". Quella cosa che noi amiamo perché è abbastanza morbida da lasciarci le nostre bellissime firme. Mamma Comida ha detto la sua, e tra i commenti c'è quello di Lavoronace che scrive: convinciti che il parquet è bello se è vissuto. Le mamme non capiscono che è proprio così, i segni sono la storia del parquet, il passato. Papà ieri sera l'ha mormorato quando ho preso dei cucchiai e giocavo alla batterista heavy-metal lasciando un grande numero di buchi sul legno, quando ho preso una cesta e l'ho spinta come fosse la partenza del bob a quattro facendo delle lunghe strisciate, però era un po' preoccupato perché ha aggiunto "entro due anni questa cavalletta ce lo riduce a segatura". Mamma invece ha strillato e basta.
L'albero di natale è buio la sera, non ci sono più le lucine, mamma e papà dicono che devono smontarlo, ma conoscendoli arriveremo a metà giugno.

La mia Befana
Quando mi sono alzata ho trovato la calza della befana, non ho assolutamente capito perché avessero appeso un grosso calzino alla cappa della cucina ma vabè, dentro c'erano cose interessanti! Soldi d'oro con dentro la cioccolata appiccicosa, caramelle letali, dolci consigliati dai dentisti (perché provocano immediatamente le carie), e nemmeno un pezzo di carbone. Il carbone l'ho trovato in un altro calzino, bianco e bellissimo, che m'hanno regalato zio Mario e zia Claudia, quando siamo arrivati a casa loro, l'ho preso e accuratamente sminuzzato in frammenti quantistici che ho raccolto sul palmo delle mani e sotto le scarpe, poi me ne sarei andata in giro a lasciare le mie impronte se mamma non mi avesse placcata! Peccato...
Ho ricevuto in regalo dagli zii un'apa (macchina ndr) che suona e premendo dei tasti escono dei cagnolini che sanno persino parlare. Non ci sono mucche e questo mi ha rassicurato. Ho ricevuto anche una serie di rocchetti che andrebbero infilati in uno spago, ma che io uso per tendere trappole vietcong a papà e mamma, perché prima o poi metteranno il piede sopra uno di loro. Ultimo regalo, una bambolina che a sfiorarla gattona e emette una musica techno-house-chinese.
C'era anche Kiki, ma sottotono, modello polipo gigante è stato quasi tutto il tempo un po' triste tra le braccia di zia Simona, però siamo riusciti a giocare un po' insieme, imitando ovviamente il peggio l'uno dell'altra. Sul più bello lui si accorgeva che la mamma era uscita dalla stanza strisciando contro i muri, così la inseguiva ululando.
Quando sono tornata a casa ero una bimba sfatta, appena il tempo di scapricciare un bel po', dare una robusta mentata sul pavimento (ho un bel livido), fare qualche altro pianto assolutamente indecifrabile e poi sono sprofondata in un sonno profondo. Là mamma e papà si sono guardati negli occhi e sono svenuti.
Sono stata invitata alla festa dei due anni di Luca, un bel collega che conosco dai tempi del mare quest'estate. La festa era in un circolo dove si gioca a rugby e tutti erano grossi come rugbisti, ovviamente, e là in mezzo papà quasi scompariva! Ho seguito la solita prassi bimbesca: panico da arrivo con tentativo di fuga scomposta, ormeggio saldo tra le braccia di mamma, cauta discesa, esplorazione del territorio e infine, via! me ne stavo paciosa davanti a un bel prato, da sola, su una sedia a mangiare la pizza bianca, buonissima, poi tanti pop corn che mi hanno dato un certo fastidio alla pancia, la coca cola m'ha fatto schifo, la pizza rossa no, m'è scoppiato un palloncino addosso e ho strillato dalla paura. Ho ballato con Luca al ritmo trascinante di 44 gatti, un evergreen, qualche pianto sparso ancora per via di una certa stanchezza avanzante e siamo andati via dopo che Luca ha voluto spegnere seicentotrenta volte le candele sulla torta. Auguri!