Alla faccia della punturina! I mostri saranno pure partiti col treno, ma la mia coscia sinistra mi fa male, malissimo! Zoppico vistosamente anche se, devo dire, con qualche lieve esagerazione che mi procura surplus di coccole da parte dei vecchi. Ma quel malefico ranocchio trova sempre il modo di surclassarmi! Ieri sera stavo nel mio lettino di dolore con mamma che coccolava solo me, e quel filibustiere di Andrea cosa combina? Vomita da tutte le parti! Così mamma è andata via per cambiarlo e lavarlo e al suo posto è arrivato il succedaneo, il Miserabile Facchino, che però mi ha fatto ridere e alla fine l'ho abbracciato stretto stretto.
Stamattina ho cercato con un supremo sforzo di evitare la scuola, piangendo e gemendo che non potevo assolutamente camminare, ma papà mi ha attirata irresistibilmente con un sordido trucco. Mi ha detto "andiamo in motorino!" e io ho saltellato allegramente dalla gioia. Insomma, da casa alla scuola sono cento metri, ma mi sono divertita un sacco, è la mia prima volta e a scuola l'ho detto a tutti. Papà ha detto che vuole leggersi il codice della strada per sapere se può comperare un casco tutto per me e portarmi a fare un giretto a vedere le cose più belle di Roma. Slurp!



è stato Andrea! è stato lui, lo so, quando mette il suo bavaglino come il mantello di Batman e si lancia dalla sdraietta come un tuffatore di Acapulco. E' stato lui e io, io. Povera vittima del suo disordine. Ero là per caso, per puro caso, passavo e l'ho visto che seminava, tritava, lanciava, sezionava e strapazzava le mie povere cose. E' stato lui!

La Povera Vittima Innocente

il Truce Colpevole
Siamo andati da nonna Franca sabato, la giornata era piuttosto grigia e ha anche piovuto un po'. Nei momenti di sole ho mostrato a nonna quanto sono brava ad andare da sola sull'altalena, abbiamo mangiato tutti insieme senza che nessuno mi imboccasse e lei mi ha detto che sono cresciuta un sacco! Abbiamo raccolto dei fiori e delle rose che ho preso recidendo il gambo coi denti. Con Papà siamo andati a vedere il fosso dove corre l'acqua e ho buttato dentro un sacco di sassi. Mi piace stare a casa di nonna.
In macchina papà mi aveva avvisato che Uccio, il cane di nonna, era stato morso da altri cani ed era di tutti i colori per via del disinfettante e aveva qualche feritina. Quando l'ho visto il poveretto era mogio e debole, era pieno di squarci e aveva anche un enorme collare a imbuto per non fargli strappare i punti. Così per tutto il giorno mi sono fatto raccontare dal Miserabile Facchino la "Storia di Uccio" che scappa di casa e incontra una banda di cani cattivi che lo riducono a mal partito.
Da papà mi faccio raccontare ogni giorno la storia del fiori secchi, quella della panchina resinosa e quella dell’automobile, quella della minestra e quella di io che cado. Non c’è novità nella mia vita che non diventi una storia che papà condisce di particolari insieme agli inseparabili Babbuino e Cagnotto, gli animaletti cattivi della Savana che mi piacciono tanto. Stasera è la volta della storia dell'evidenziatore magico, col quale Babbuino diventa giallo e prende un sacco di botte da me, e lo butto in cantina e chiudo a chiave e spengo la luce!
A casa è arrivata una nuova tata, si chiama Cristina ed è bravissima. Rimane tutto il giorno. Oggi mamma è andata a seguire un corso di preparazione al rientro al lavoro, quando mi sono svegliata dalla siesta l’ho ritrovata e ho esclamato "ma allora sei tornata!". Ero felice davvero!

Quando cresco maschio voglio andare sulla ruspa e taglio l'erba
Quando cresco faccio tutto da sola
attraverso la strada e devo andare sul marciapiede con i mattoni rossi e devo spingere il verde
mi metto lo smalto,
vado a scuola.
posso nuotare senza braccioli perché se tu sei grande puoi andare senza braccioli che sono per i piccoli come Andrea;
posso prendere le bottiglie di vetro
posso prendere in braccio Andrea
posso prendere la radio
accendere l'aspirapolvere
accendere la lampada
posso leggere i libri
mettere a posto
prendere le tende
andare in palestra
lavorare quando sono maschio
andare in ufficio
papà mi racconta la storia della fontana magica anche quando sono grande.
Oggi ho recitato alla Grande Generatrice la poesia che suor Raffaella mi ha insegnato per la festa della mamma. Standing ovation.
Mamma, per la tua festa,
io ti offro una cesta di baci
e un cestino di stelle.
Ti offro un cuscino di fiori
su cui posare la testa
quando sei stanca;
una fontana di perle lucenti,
color della luna;
una ghirlanda di rose
e una montagna di cose gentili,
un cuore tanto piccino
e un amore grande così.