
Nel calzino rosso a strisce ho messo la piccola piccola torcia elettrica, una scarpetta rosa, un pettinino a forma di cavalluccio marino, una gomma per cancellare, tiro fuori tutto per giocare, poi ho cura di rimettere dentro le cose. La notte dormo col telefonino spento di papà, la mattina lo chiamo.
Papà si sdraia e Andrea gli salta addosso gridando eiaaaa, daaaa! Appena può gli morde la testa, come il conte Ugolino. Papà ride e Godzi s'arrampica sui divani, sui mobili, cerca di afferrare tutto e piange quando gli chiudo la porta sul muso perché voglio mettere in ordine la camera.
Oggi a Roma ha piovuto sempre, abbiamo ripreso il Gioco della Savana con Babbuino e Cagnotto. Ho seminato peluche per tutto il soggiorno, erano settimane che non lo facevo. Oggi ho dormito tra mamma e papà.
Il gelato alla panna che ha comperato mamma non mi è piaciuto, però ho mangiato tanto mais.

Siamo stati a casa nuova di Riccardo, è vicino Roma, su una bella altura e si vede fino a una montagna lontanissima. La casa è molto bella e ha un sacco di piani, Riccardo ha una stanza piena di giochi e io sono rimasta estasiata, ma soprattutto Andrea ha apprezzato le automobiline. Ho cercato di portare via un peluche ma Kiki non ha voluto darmelo, però mi sono addormentata in macchina così non ci ho pensato più. A scuola la maestra Raffaella è molto contenta di me perché dice che sono diventata socievole, partecipo ai giochi e mangio tutto a mensa, bravissima! Ho degli insoliti attacchi di papite acuta quando mi lascia in classe e cerco di strangolarlo tanto mi stringo a lui. Mamma la cerco tutto il resto del tempo e la notte quando mi sveglio e piagnucolo finché non mi vengono a prendere e mi mettono nel lettone. Ho bisogno di coccole!

Godzi pensa di essere Reinhold Messner e cerca di rosicchiare tutti gli ottomila di casa. Cade spesso, e quando sta dritto per troppo tempo ci penso io a fargli dare qualche buona zuccata per terra. Ma gli voglio bene e se non c'è mi manca.
Oggi è andato in cielo Moui, il gatto di nonna Franca. Era tanto dispiaciuta perché era con lei da molto tempo. Si avvicina l'autunno e oggi pomeriggio, per fermare papà che voleva andare in palestra gli ho detto "ma è notte e la notte si dorme, non si esce!". Lui mi ha abbracciato e siamo rimasti sulla poltrona a vedere i cartoni animati, ma solo per un po' perché il vile è sgusciato via.