
Nel calzino rosso a strisce ho messo la piccola piccola torcia elettrica, una scarpetta rosa, un pettinino a forma di cavalluccio marino, una gomma per cancellare, tiro fuori tutto per giocare, poi ho cura di rimettere dentro le cose. La notte dormo col telefonino spento di papà, la mattina lo chiamo.
Papà si sdraia e Andrea gli salta addosso gridando eiaaaa, daaaa! Appena può gli morde la testa, come il conte Ugolino. Papà ride e Godzi s'arrampica sui divani, sui mobili, cerca di afferrare tutto e piange quando gli chiudo la porta sul muso perché voglio mettere in ordine la camera.
Oggi a Roma ha piovuto sempre, abbiamo ripreso il Gioco della Savana con Babbuino e Cagnotto. Ho seminato peluche per tutto il soggiorno, erano settimane che non lo facevo. Oggi ho dormito tra mamma e papà.
Il gelato alla panna che ha comperato mamma non mi è piaciuto, però ho mangiato tanto mais.

Siamo stati a casa nuova di Riccardo, è vicino Roma, su una bella altura e si vede fino a una montagna lontanissima. La casa è molto bella e ha un sacco di piani, Riccardo ha una stanza piena di giochi e io sono rimasta estasiata, ma soprattutto Andrea ha apprezzato le automobiline. Ho cercato di portare via un peluche ma Kiki non ha voluto darmelo, però mi sono addormentata in macchina così non ci ho pensato più. A scuola la maestra Raffaella è molto contenta di me perché dice che sono diventata socievole, partecipo ai giochi e mangio tutto a mensa, bravissima! Ho degli insoliti attacchi di papite acuta quando mi lascia in classe e cerco di strangolarlo tanto mi stringo a lui. Mamma la cerco tutto il resto del tempo e la notte quando mi sveglio e piagnucolo finché non mi vengono a prendere e mi mettono nel lettone. Ho bisogno di coccole!

Godzi pensa di essere Reinhold Messner e cerca di rosicchiare tutti gli ottomila di casa. Cade spesso, e quando sta dritto per troppo tempo ci penso io a fargli dare qualche buona zuccata per terra. Ma gli voglio bene e se non c'è mi manca.
Oggi è andato in cielo Moui, il gatto di nonna Franca. Era tanto dispiaciuta perché era con lei da molto tempo. Si avvicina l'autunno e oggi pomeriggio, per fermare papà che voleva andare in palestra gli ho detto "ma è notte e la notte si dorme, non si esce!". Lui mi ha abbracciato e siamo rimasti sulla poltrona a vedere i cartoni animati, ma solo per un po' perché il vile è sgusciato via.

Miei adorati 30 lettori, c'era una volta mamma che doveva alzarsi alle 4 e mezzo di mattina per recarsi alle Acciaierie Alitalia. Ovviamente Godzilla si è svegliato alle due e mezzo! Il Miserabile Facchino è rotolato dal letto e in stato di automatismo ha portato l' irrequieto fardello sul divano del salone. Godzi si è comodamente sdraiato, lasciando a papà una vasta fettuccia di 3 cm. Dopo mezz'ora il vecchio è stato svegliato da un sinistro belato meccanico, bèè!. Prima ha pensato di essere diventato matto, ma poi ha considerato "è da anni che sono uscito di senno" così si è rimesso a dormire in equilibrio precario. Ma alle 3 e 30 strabèèè!, alle 4 megabèèè!!
Matto o non matto, Miserabile Facchino s'è alzato silenzioso e rapido lasciando Godzi ronfante e ha inseguito a orecchio teso il belato, proveniente dalla cucina. Ma dove? La malefica pecora elettrica non si trovava, cerca di qua, cerca di là, niente. Alla fine il suo occhio crepato dalla veglia forzata si è posato su un piccolo microfono bianco, sopravvissuto alla distruzione della pecora. Era la sua unità vocale, pronta a tormentare come uno spettro il suo sonno! Il resto è storia del cinema.
Terminator, scena finale, l'automa viene fatto a pezzi ma una mano assassina seguita a inseguire la protagonista. Interno notte: l'implacabile pecora elettrica è stata distrutta, ma sopravvive l'unità vocale che tormenta Miserabile Facchino con attacchi cadenzati e feroci, Azione! camera mobile che segue affannata il tapino che affronta l'unità belante, armato di cacciavite si aggira guardingo in cucina, vede il nemico e lo afferra, ma quello inizia a belare! Lotta feroce finché, primo piano sulle pile che rotolano sul tavolo! Titoli di coda, il mio eroe è tornato sul divano ma dopo pochi minuti è stato nuovamente svegliato da mamma che doveva partire. Il mio fratellino dorme e non sa cosa s'è perso. Consegno questa testimonianza a sua futura memoria.


Lunedì riprende la scuola! Sono combattuta, mi piace l'idea di tornarci? Papà, mamma e Cristina stanno contando le ore che mi separano dal grande cancello nero, foriero di novità, fanno piani per il futuro e tengono in serbo una bottiglia di spumante che stapperanno per festeggiare l'evento. Ho il sospetto che siano felici perché mi toglierò di torno, e non per l' inizio la mia fruttuosa avventura scolastica.
Il Miserabile Facchino ieri è andato da zio Aldo per una misteriosa riunione chiamata La presa della bottiglia. E' tornato questa mattina assai provato bofonchiando qualcosa sul vino bevuto. Zioo, vi siete divertiti! Voglio venire anche io la prossima volta!

Godzilla è magro, ma maaagro. Il veterinario pediatra ha dovuto guardare sotto la scrivania per trovare la linea di crescita in cui rientrasse. Ha ordinato a mamma di fargli delle analisi, anche se mangia più di me potrebbe esserci qualcosa a cui è allergico. Io ad esempio sono allergica a lui quando prova a rubarmi i giocattoli. E lo spingo via. Lui piange. Arriva mamma e piango anche io. Ma questo col suo peso non c'entra niente. Di Godzilla ha solo la cieca volontà distruttiva, ma per il resto è un microbo, ah ah! Qui prova a risalire lo scivolo dalla parte sbagliata in mia evidente adorazione.

Troneggio sul mondo dall'alto dello scivolo, sul quale il povero Godzi cerca invano di arrampicarsi.

Il microbo proclama le sue frasi incomprensibili e cerca invano di imitarmi.

Godzilla mentre mangiamo si piazza sotto il tavolo e addenta le caviglie del Miserabile Facchino, ormai ha sei denti in dotazione e si fa sentire, così papà protesta assai addolorato e Godzilla che fa? Anziché mostrarsi pentito e contrito, apre la bocca e ride, ride! Sghignazza! Neanche io ero capace di tanto, sob, temo per il mio futuro.
La mia attività preferita dunque è: Caccia Godzi Finché Sei In Tempo! e si svolge così:
un innocuo (si fa per dire) Godzilla si aggira per casa lanciando i suoi gridi caratteristici "eiàà, daaa!" e cerca di infilarsi nelle situazioni più incresciose; lo attiro con un'esca, in genere un giocattolo che gli fa accendere gli special negli occhietti, poi glielo sottraggo spingendolo, schiacciandolo, chiudendogli la porta in faccia. Variante del gioco: seguo il fratellino e appena lui prende in mano qualcosa glielo strappo facendolo strillare. Ahr ahr!
"Flaminia! Non massacrare Andrea!"
"Ma lui, ma io, perché?".
"Non ti ci buttare sopra con tutto il peso!".
"Ma io, lui... perché?".
"Non lo spingere!".
"Ma lui vuole questo!".
"Certo che lo vuole, è suo e l'aveva in mano finché non gliel'hai tolto con la forza!".
"Ma ora è mio!"
"Se non la finisci le prendi!".
"E io ti do una padellata in testa!".

Trucchi sordidi
mamma è tornata dal lavoro e me le ha date perché avevo combinato qualcosa che non ricordo, ma niente di che. Mmh, fatemi pensare, ma sì, avevo appena appena devastato il salone, coperto il pavimento della mia camera di oggetti, rigato il parquet cercando di trascinare un pesante cesto pieno di peluche lungo il corridoio, aperto la scatola dei gioiellini di mamma disseminandoli sui sentieri di Godzi, e avevo fatto diventare pazza Cristina parlando ininterrottamente per dieci ore.
La sera successiva è tornata, ha fissato la mia camera e con sguardo vitreo mi ha detto "ho portato un gelato, se metti a posto te lo do dopo cena".
Non ho fatto assolutamente nulla pensando a come ottenerlo ugualmente ma è arrivato il Miserabile Facchino che mi ha fissata straordinariamente serio.
"Flaminia, guai a te se metti in ordine!".
"Perché?".
"Così il tuo gelato me lo mangio io, ah ah!".
Capite di quali crudeltà sia capace papà?
Dopo sei nanosecondi la camera era in ordine.
è il momento della bambina metafisica
Perché chiedo sempre perché?
"Papà, perché la luce?"
"Perché il bicchiere?".
Non vacilla, dice "un sacco di gente ci pensa da migliaia di anni".
"Perché?".
"Per trovare una risposta".
"Perché?".
"Perché niente ha una risposta definitiva".
"... Giochiamo al gioco della savana?".
"prendi Babbuino e Cagnotto".
Ecco, il gioco della savana non ha bisogno di spiegazioni.
Perché?
PS oggi ho imparato a saltare su un piede solo, con grande gioia dell'inquilina del piano di sotto. Lei dichiara di non sentire nulla, ma io so che mente, perché anche se mette i tappi le vibrazioni che provochiamo fanno certamente cadere i piatti dalle sue mensole.
Ecco una fotografia che scattammo l'anno scorso, il giorno che lei partì.

Notate come io sia cambiata, ero paffutella e ora, sob! Un anno in più, sono vecchia!

Sono un po' lagnosa ultimamente, e quando mi lamento cigolo. Papà sta pensando seriamente di immergermi nello svitoil. Mamma invece medita di portarmi dal dermatologo perché ho delle bollazze su una gamba. Potrebbe essere allergia alla città, alla scuola, alla minestra, potrei aver bisogno di qualche mese al mare, chissà...
Ho riscoperto gli acquerelli! Ho inondato il foglio di colore viola sapientemente spalmato col dito, con la mano, con le mani. Poi sono andata a lavarmele per far vedere quanto sono diligente ma. Ahimé, la scientifica ha trovato ampie tracce di colore viola sul cancelletto che divide Godzilla dalla cucina, sulla porta del bagno, sulla pedanina, sul lavandino, sull'interruttore della luce e sul rubinetto. Sono stata incriminata per viola-zione di domicilio.
Oggi è anche passata nonna Adriana a salutarci, mamma l'ha precettata per le prossime domeniche perché lei lavora e qualcuno deve soccorrere il Miserabile Facchino, che da solo con noi rischia l'estinzione anticipata. Sarà interessante vedere cosa sapranno combinare.
Godzi l’ultima mattina passata a Subiaco s’è procurato un’ustione di secondo grado sull’interno del polso. Forse è successo quando nonna ha versato della varechina pura sul pavimento e lui deve esserci finito sopra. Io non ricordo di averlo torturato, almeno non sul polso… mamma non ha perduto neppure per un attimo la sua flemma britannica e ha solo telefonato a dodicimila medici una dozzina di volte ciascuno, trasmettendo loro una camionata di angoscia. Ora va meglio anche se per qualche anno il piccoletto porterà il marchio.
Indovinate chi caricava le nostre poche masserizie sotto il temporale? Ma sì, indovinato, il Miserabile Facchino. Mentre l’automobile implorava pietà schiacciata sotto un peso inimmaginabile lui faceva avanti e indietro come gli eroi dei fumetti, esclamando poi aha! soddisfatto ai caselli quando col suo fido telepass superava grappoli di auto in fila. Beato lui che si contenta di così poco… All’arrivo ha scaricato tutto e ha deciso subito dopo di dimettersi da padre-marito, ma la sua richiesta è stata respinta con voto unanime, anche se solo per nostri biechi scopi utilitaristici.
Sob, la Grande Generatrice ha ripreso a lavorare! Le hanno dato un volo terrificante con partenza alle sei di mattina e ritorno a casa alle undici di sera. Non ha chiuso occhio tutta la notte per la tensione e anche papà s’è svegliato con mal di testa da empatia. Stamattina alle otto mi sono alzata per andare da lei non l’ho trovata! La cosa mi ha leggermente innervosita e mi sono calmata solo dopo aver ringhiato contro l’incolpevole papà e averlo lungamente preso a calci finché s’è alzato per ammansire Godzilla. Quando mamma è tornata ho lanciato un'Opa su di lei per averla tutta per me. Papà, che aveva dichiarato da metà pomeriggio lo stato di calamità, prima di svenire ne ha profittato immediatamente per cedermi gratis il pacchetto di azioni in suo possesso.
Io e Godzi abbiamo passato tutta la mattina con tata Cristina e siamo stati buonissimi, abbiamo preso a fare i pazzi solo quando è tornato il Miserabile Facchino, ah ah! Oggi sono uscita con lui e siamo andati al parco giochi. Un gruppo di studiosi era appostato nei dintorni per cercare di capire perché noi piccoli esseri ululanti amiamo risalire lo scivolo, schiantandoci spesso, anziché usarlo nel modo per cui è stato costruito. Ho messo in fuga tutti i piccioni del quartiere inseguendoli con grida spettrali mentre i vecchietti seduti sulle panchine mi fissavano terrorizzati. Tornando a casa ho visto un gattino con gli occhi piccoli mentre papà mi raccontava la storia di Racchia Crudelia che rapisce tutti i 101 cuccioli al parco giochi ma viene sgominata da peggy e pongo che le smantellano il triste castello.
Ah ah, con un ritardo mostruoso Armaletale ha messo su il primo dentino. Poteva aspettare qualche altro mese... Insomma, la TerzaNotteSenzaPapà è stato sveglio due ore dalle 2,30 alle 4,30 con grande, grande, grande gioia della Grande Generatrice e al mattino aveva quel miserabile cosino bianco che sbucava dalle gengive.
Io invece mi sono iscritta a un corso di nuoto e sono bravissima.
Domenica siamo tornati a Roma perché i vecchi dovevano andare a un matrimonio dal quale io ero esclusa! Mi sono offesa a morte ma loro mi hanno spiegato che era riservato ai grandi per volere degli sposi. Ciò non è bastato a lenire le mie amare lacrime! I vili sono tornati tardi e mi hanno trovato nel loro letto che ronfolavo occupando i posti migliori. Ho fatto resistenza passiva e papà si è sistemato sul bordo del letto come Snoopy sul tetto della cuccia e stamattina l'ho preso a calci. Dorme cinque ore a notte ed è felicissimo con la sua flebo di caffeina, Armaletale però quando c'è lui si sveglia alle 6.15 con puntualità certosina ed esige il latte ben caldo e preparato con cura. Ogni tanto mi alzo presto anche io e partecipo alla rumorosa festa. Papà dice che questo sarà ricordato come il periodo più bello, secondo me è diventato completamente pazzo.
Ma oggi si torna al mare.

Cari amati 30 lettori, sono guarita! Gandhi e Pannella sono dei poveri dilettanti al mio confronto dopo questi sette giorni di digiuno assoluto. Ho bevuto solo succhi di frutta e non ho detto una parola. Ma oggi, siamo andati al parco giochi ho trovato Matteo col quale ho giocato. Prima c'è stata una sfida a distanza per determinare chi arrivava più in alto con l'altalena, poi ci siamo messi a giangottare sullo scivolo, alla fine sua mamma mi ha chiesto di chiamarlo e io l'ho subito riportato querula verso casa! Ma quel che la Grande Generatrice e il Miserabile Facchino aspettavano con ansia si è avverato. Ho parlato! Questo voleva dire che il dolore alla bocca era cessato.
La sera, poi, ho voluto sedere a tavola con loro e ho cautamente assaggiato il Magico Polpettone preparato con tanto amore da nonna Franca. Prima un piccolo pezzetto, poi un altro, e poi un altro, alla fine il Miserabile Facchino mi ha ceduta la sua porzione, poi ho voluto tutta la mollica e ho fatto una gustosa scarpetta nel sugo del polpettone, poi ho voluto altro pane e alla fine ho passato un'ora a masticare. A mamma sono venuti i lucciconi quando ha visto che mangiavo.
Poi sono corsa per tutto il salone gridando "Sono guarita!" e ho ballato insieme a papà. Domani nella savana tutti gli animaletti di peluche festeggeranno la mia guarigione. Ho voluto baciare persino Babbuino e Cagnotto, i miei nemici storici.
Questo volevo dirvi, miei amati lettori, riguardo me.
Invece al ranocchio sono venute delle bollicine sulle gambe e subito si è sparsa la sindrome da varicella. Il farmacista dice che è essa, ella, la malattia, e la settimana prossima Andrea deve battezzarsi! Potrebbe spargere virus per tutta la chiesa, non sarebbe fantastico? Andrea comunque è vivace come un puledro dopato e questo getta ombre sulla sua presunta malattia.
Alla faccia della punturina! I mostri saranno pure partiti col treno, ma la mia coscia sinistra mi fa male, malissimo! Zoppico vistosamente anche se, devo dire, con qualche lieve esagerazione che mi procura surplus di coccole da parte dei vecchi. Ma quel malefico ranocchio trova sempre il modo di surclassarmi! Ieri sera stavo nel mio lettino di dolore con mamma che coccolava solo me, e quel filibustiere di Andrea cosa combina? Vomita da tutte le parti! Così mamma è andata via per cambiarlo e lavarlo e al suo posto è arrivato il succedaneo, il Miserabile Facchino, che però mi ha fatto ridere e alla fine l'ho abbracciato stretto stretto.
Stamattina ho cercato con un supremo sforzo di evitare la scuola, piangendo e gemendo che non potevo assolutamente camminare, ma papà mi ha attirata irresistibilmente con un sordido trucco. Mi ha detto "andiamo in motorino!" e io ho saltellato allegramente dalla gioia. Insomma, da casa alla scuola sono cento metri, ma mi sono divertita un sacco, è la mia prima volta e a scuola l'ho detto a tutti. Papà ha detto che vuole leggersi il codice della strada per sapere se può comperare un casco tutto per me e portarmi a fare un giretto a vedere le cose più belle di Roma. Slurp!




Quando cresco maschio voglio andare sulla ruspa e taglio l'erba
Quando cresco faccio tutto da sola
attraverso la strada e devo andare sul marciapiede con i mattoni rossi e devo spingere il verde
mi metto lo smalto,
vado a scuola.
posso nuotare senza braccioli perché se tu sei grande puoi andare senza braccioli che sono per i piccoli come Andrea;
posso prendere le bottiglie di vetro
posso prendere in braccio Andrea
posso prendere la radio
accendere l'aspirapolvere
accendere la lampada
posso leggere i libri
mettere a posto
prendere le tende
andare in palestra
lavorare quando sono maschio
andare in ufficio
papà mi racconta la storia della fontana magica anche quando sono grande.
Oggi ho recitato alla Grande Generatrice la poesia che suor Raffaella mi ha insegnato per la festa della mamma. Standing ovation.
Mamma, per la tua festa,
io ti offro una cesta di baci
e un cestino di stelle.
Ti offro un cuscino di fiori
su cui posare la testa
quando sei stanca;
una fontana di perle lucenti,
color della luna;
una ghirlanda di rose
e una montagna di cose gentili,
un cuore tanto piccino
e un amore grande così.

Questo malefico ranocchio inizia a piacermi, così mi trasformo nella Splendida Torturatrice e lo prendo sotto i miei rostri! Lo sbatacchio di qua e di là, lo attiro con dei giochi che poi gli soffio sotto il naso facendolo piangere dalla stizza, lo prendo in braccio ma è troppo pesante così cadiamo tutti e due e lui mi fa da materasso schiacciandosi il naso contro il pavimento. Lo spingo senza volerlo, lo giuro! Gli faccio degli urli in faccia così forti da incrinare i vetri ma lui mi risponde a tono, inizia a gridare come un babbuino e mi riempie la faccia di saliva, mi tira i capelli così iniziamo a strillare tutti e due e la Grande Generatrice si prende la testa tra le mani e cerca di lanciarla fuori dalla finestra prima di emanare minacce irriferibili contro la mia nobile persona.
Poi Andrea, lasciato libero di gattonare, s'inoltra silenzioso nel corridoio e inizia a esportare la democrazia nelle altre stanze, portando cioè caos e distruzione. Presto vi narrerò l'epopea del suo futuro futurissimo battesimo.
Scena: Flaminia e il Miserabile Facchino vanno all'asilo mano nella mano, è una dolce soleggiata mattina di aprile.
Flaminia "dobbiamo tornare a casa!"
"perché?".
"Perché devo dire a mamma che ho la tosse!".
"Mamma lo sa e poi dovresti prendere lo sciroppo che te la fa passare".
"No!".
"Ma prendilo ogni tanto".
"NO!".
"Una volta sola?".
"NO e NO!".
"Tanto mamma no0n te lo vuole dare lo sciroppo".
Flaminia (piagnucolosa) "perché non vuole darmelo?".
"Perché no".
"Voglio lo sciroppo! se mamma non me lo dà le do un pugno in testa!".
"... :)".
Il Miserabile Facchino, come premio per le mie mirabolanti imprese all'asilo, mi ha regalato un nuovo pupazzo che reclamavo da tempo, un cane di plastica pesante diciottomila chili col quale posso sterminare qualsiasi nemico nella savana. L'ho chiamato Billi e gli voglio bene. Così ho deciso di mettergli un celebre prodotto di bellezza che gli spalmavo dolcemente sulle zampe e sulla groppa.
Miserabile Facchino: mia dolcezza, cosa stai mettendo a quel cane di plastica?
Flaminia: la Crema-Bava!
MF: ...

La Grande Generatrice soddisfatta dopo la tempesta virale che ci ha colpiti tutti: "I bimbi non hanno preso antibiotici!". Il Miserabile Facchino, che tiene l'amministrazione, ha chiosato "sì, ma hanno preso tutto il resto della farmacia!". Come non arrivare alla fine del mese.
Oggi al Gattonatore Folle hanno inoculato due robuste dosi di vaccino, due punture che hanno provocato in lui viva indignazione. Speravo che questo evento provocasse in lui effetti sedativi, invece ha proseguito come niente fosse a insidiare i Sacri Oggetti che lascio sul tappeto. Il biberon, i libri di favole, i peluche, il lego, le mollette, il puzzle eccetera... Dai discorsi dei vecchi arguisco che la settimana prossima toccherà a me ricevere le punzecchiature sulle parti nobili, ma dovrei ricevere un ghiotto regalo, oltre a veder sterminati gli animaletti cattivi nella pancia.
Ora che ascolto la musica dei grandi la mia assillante richiesta ai vecchi è "balliamo?". Il Miserabile Facchino acconsente muovendosi come un tarantolato per poi schiantarsi sul divano, senza forze, mentre la prodigiosa mammina mi prende in braccio e gira vorticosamente con me, finché un giramento di testa non ci costringe alla resa. Però soprattutto io ballo da sola...
La fine del mio possesso indiscriminato, assoluto e perfetto sul territorio di casa sta per finire. Andrea, ex-piastrella, ex-rana, spinge le sue turpi voglie oltre il tappeto a lui assegnato. Ieri sera ha faticosamente esplorato parte del salone, ma secondo le previsioni dei miei vecchi entro un paio di settimane potrei ritrovarmelo in camera mia! Profanazione del sacro suolo! L'unica consolazione è che il Gattonatore si muove con una scompostezza tipicamente maschile, annaspando, gemendo e cigolando verso l'oggetto che attira la sua attenzione. Ora non so se riuscirò ancora a venderlo, perché non telefonate?
La terrificante notte di Sanremo

Ho scoperto le canzonette che mi fanno ballare e così ho visto tutto Sanremo, ah ah. Il Miserabile Facchino si è rassegnato a ballare con me mentre la Grande Generatrice insegnava passi incerti di danza alla rana Andrea. Abbiamo formato un quadretto surrealista e io ero felice! Ora che c'è la pubblicità sono mooolto triste e desidero solo nuove canzoni. Mamma si chiede angosciata: ma che musica sentiranno questi?
A proposito di Andrea, aveva tra le mani un libro di Oriana Fallaci, la scrittrice più feroce del mondo insieme ad Ann Coulter. Bene, dopo un paio di minuti di trattamento dalla sovracopertina la povera donna implorava pietà mentre Andrea sghignazzava con rinnovata ferocia nella sua opera di distruzione. Povera Oriana, dissolta dalla bava solforica del Gattonatore Incerto.
Cronache dal Lazzaretto
Qui la situazione è deprimente. La Grande Generatrice è ammalata, non si regge in piedi perché ha la febbre, la tosse, il raffreddore, ma anche io non mi sento bene perché ho ancora la tosse e ogni tanto mi risale la temperatura.

Il ranocchio Andrea è stato accerchiato e distrutto da una banda di virus. L'unico che si salva per il momento è il Miserabile Facchino, leggermente provato da nottate insonni, durante le quali la rana lo sveglia ogni due ore con formidabili strilli che mettono a dura prova il suo sistema nervoso.

Oggi ho concesso ai miei vecchi la visione della Grande Artista che spennella elegantemente, creando capolavori il cui valore sarà riconosciuto solo tra cento anni. Nella fotografia potete osservarmi in pieno trip creativo.
Brevi dal mondo
Per prima cosa qui abbiamo avuto tutti mal di stomaco, ho iniziato io che sono la Piccola Untrice di casa, visto che dal laboratorio di virus (l'asilo) riporto ogni giorno i frutti dell'intenso lavoro di scambio che pratico con i miei colleghi. Per dirla tutta qualche notte fa ho vomitato nel lettone, ma a distanza di tempo tale che ho sporcato due coppie di lenzuola! Io poi mi sono addormentata tranquillamente mentre i vecchi hanno avuto singolari incubi puzzolenti.
Andrea stasera ha fatto le sue prime Prove di Gattonamento, è stato disgustoso vedere che riusciva a mettersi carponi per poi piombare a terra di naso. Mamma mi ha sussurrato "vedrai che quando potrà muoversi ti inseguirà per tutta casa..." Oh no! ho risposto io terrorizzata. Visto che ho ancora la febbre sono rimasta a casa questi due giorni, tartassando papà col gioco della savana accorciato, visto che come mettono il muso fuori, gli animaletti feroci del mucchio selvaggio vengono sterminati da me medesima con l'aiuto di qualche grande animale da preda mio alleato.
Nota commovente
Allora, la notizia che voglio condividere con voi, dopo queste storie truculente, è che sono anche capace di commuovermi. Ieri sera, davanti a una straziante scena di Stewart little I o II, non so, mi sono messa a singhiozzare e mamma allibita ma no che poi va a finire tutto bene; ecco, ho fatto outing, scalfendo la mia inossidabile durezza con queste mie prime lacrime di dispiacere per un topastro bianco in tv.

Ebbene cari colleghi, la festa s'è fatta. Nonostante titaniche difficoltà la pattuglia composta dalla Grande Generatrice e dal Miserabile Facchino ha completato la missione! La strategia è stata accurata: al mattino la Generatrice si è impossessata del territorio nemico, una graziosa casetta isolata nell'istituto scolastico dove passo le mie spensierate ore mattutine. Là ha appeso i numerosi palloncini di vari colori gonfiati dai potenti polmoni del Miserabile, la sera prima. Ivi ha depositato bevande, un milione di bicchieri di carta, un centinaio di buste per l'immondizia, settanta chili di popcorn e patatine fritte, tanti ne sarebbero serviti al termine per le nostre povere boccucce affamate. Al pomeriggio il Facchino e me, la gloriosa festeggiata, hanno fatto sosta presso la nota pasticceria Cutini per prelevare pizzette, biscotti e la meravigliosa torta che attestava la mia appartenenza all'impegnativo mondo dei treenni.
A questo punto è successa una cosa curiosa. Mentre il Miserabile Facchino scaricava dall'automobile la nobile mercanzia, si è presentato un giovane animatore, ma poco dopo anche una giovane animatrice. Escluso che le nostre finanze potessero permetterci tanto, è saltato fuori che il primo aveva sbagliato indirizzo. Trasformatosi per qualche istante in un oggetto inanimato, l'animatore ha dato l'anima per raggiungere la festa giusta ed è scomparso all'orizzonte in una nube di polvere. E' rimasta padrona del campo Simona, che ha fronteggiato con successo e autorità una trentina di bambini finalmente liberi di scatenare tutte le loro più distruttive e anarchiche pulsioni primordiali.

Simona mi ha dipinto un bel cuore sulla guancia, anche se non ho apprezzato molto il contorno nero che secondo me non mi donava :D.
Ho preso parte a un curioso picnic circolare, ho assistito al teatrino, sono passata nel tunnel e alla fine ho spento le candeline. Per il secondo anno mamma si è dimenticata la paletta per dividere la torta ma ha ricevuto un valido aiuto dalle sorelle, che spiavano dall'edificio di fronte attendendo che la giovane marmaglia togliesse le tende.

Ho ricevuto decine di regali che papà ha classificato sotto varie voci, "Letale", "Pericoloso", "Disastroso", che non erano riferite alla mia persona, ma alla sua! Si andava dal pongo, la maggior parte del quale si trova ora sotto la suola delle nostre scarpe, a un numero imprecisato di pupazzi di peluche coi quali papà vuole allestire una realistica replica della sanguinosa battaglia delle Ardenne.

Ora vi lascio perché è l'ora dello sciroppo per la tosse. Eh già, è successo che il Miserabile Facchino, impegnato per due giorni a debellare una mandria di virus che s'era impossessata del suo computer, non abbia installato i tool antivirus dentro di sé, col risultato che s'è buscato febbre e mal di gola che ha poi passato a tutti. Così sono due giorni che mi trascino, stanca e malata. E se oggi mi sento meglio mamma invece è a pezzi, sembra sia stata investita da una trebbiatrice!
La festa del mio compleanno si avvicina. Colleghi che amate leggere di tanto in tanto le mie sventure terrene, se vivete a Roma, vi invito tutti, crepi l'avarizia! Il fatto che mi leggiate in quattro-cinque è assolutamente trascurabile... :D A proposito dei preparativi, la Grande Generatrice è agitata come un generale nell'imminenza della battaglia decisiva, fortunatamente si distrae andando a recuperare Andrea che si è arenato rotolando in qualche luogo imprecisato del salone. Da una settimana parla di torte, addobbi, animazione, cercando invano di suscitare l'interesse del Miserabile Facchino che preferirebbe essere deportato nelle miniere di carbone del Galles piuttosto che affrontare un numero imprecisato di marmocchi ululanti. I papà, si sa, vivono le feste dei bambini con animo sereno, oserei dire felice. Attendono trepidanti il Giorno In Cui Ogni Tormento E' Possibile. All'ora in cui dovremmo essere nella casetta bianca per iniziare i festeggiamenti, la rana Andrea dovrebbe mangiare, essere cambiato, coccolato e vezzeggiato. Ce la faranno i miei vecchi? I bookmakers scuotono la testa.
Dal canto mio faccio prodigiosi passi in avanti verso l'indipendenza assoluta. Anzitutto ho nominato quale legale di fiducia mio zio Agostino, il quale ha promesso che farà assicurare alla giustizia quei bambini che a scuola mi picchiano. Forte di questa protezione, posso minacciarli dicendo "guarda che mio zio ti manda in prigione!".
Il giorno del mio compleanno ho risposto da sola al telefono. Insomma, ero là vicino, squillava e io ho sollevato la cornetta e ho iniziato a parlare. Era zio Mario che voleva farmi gli auguri! Papà è arrivato perché mi sentiva cinguettare e ha temuto che avessi schiacciato tasti a caso, chiamando un utente di Tokyo o Melbourne, e stessi intavolando con lui graziosi dialoghi in Esperanto. La realtà lo ha sollevato molto, poi però ha spostato il telefono ai piani superiori.
Proseguo a voler andare nell'altra classe, che io chiamo "di Shuor Pashqualina" con la mia incerta dizione, tutto va bene, ma temo che prima o poi Shuor Raffaella mi faccia secca...
L'ultima e poi vi lascio alla vostra vita spensierata e felice: sono piombata nella fase Papite Acuta. Chiamo papà ogni momento, voglio fare tutto con lui, dormire, mangiare, andare a scuola, giocare soprattutto, lui prende il leone di peluche e mi racconta la vita nella savana che è molto pericolosa, soprattutto per i pupazzi Orsetto e Topetto! Fortunatamente il leone, l'elefante e la giraffa portano tutti in salvo...
Oggi compio tre anni, però non ho ricevuto nessun regalo! La profanazione della Sacra Data è stata resa possibile dalle vili argomentazioni dei vecchi. La Grande Generatrice ha flautato "sabato ci sarà la tua festa, là scarterai i tuoi pacchi!". Orrore! Se entro stasera non avrò almeno un nuovo peluche farò qualcosa di terribile, lo sento.
All'asilo ho trovato la mia strada. Che è quella che porta dalla mia classe a quella accanto. Da quando usciamo di casa finché non siamo arrivati ripeto il mio mantra "voglio andare in classe di Suor Pasqualina", che mette la musica e mi regala un pupazzo al giorno. Il Miserabile Facchino mi ha lasciato carta bianca, "fai quello che vuoi, galoppa libera e non rompere", lui rimane a parlare con la mia maestra ufficiale (suor Raffaella) mentre io tergiverso sulla soglia e guardo verso il corridoio.

Andrea ora fa due pappe al giorno e rotola elegantemente per tutto il salone. Mamma lo recupera ogni tanto sotto il tavolo o appiccicato al divano. Ieri si è messo a leccare il pavimento, tanto per farsi gli anticorpi (uno dei luoghi comuni più consolidati). Giochiamo in questo modo, lui sta in braccio e papà e fa finta di prendermi mentre roteo intorno al tavolo a velocità vorticosa. Ridiamo come pazzi ma alla fine il Miserabile Facchino ha bisogno del fisioterapista.
Pubblico faticosamente una mia fotografia dove sono intenta a domare i colori ad acqua da usare con le mani. Ho realizzato un dipinto post-surrealista che pubblicherò presto.
Ciao
Il 3 gennaio Andrea è entrato nella fase Hot Dog, si rotola! Passa da supino a bocconi e poi va avanti finché non incontra un ostacolo solido contro il quale schiantarsi. In tutto questo lancia grida agghiaccianti e sbava inzuppando tutto ciò che incontra durante il suo rovinoso cammino.
Io invece ormai sono autosufficiente. A imitazione della formidabile casetta che nonno Franco costruì a Subiaco, Papà mi ha preparato nella vile casetta plastificata di winnie p** una lampada, lo stereo e un morbido plaid sul quale poggiare le mie parti nobili. Là passo il mio tempo migliore ascoltando dei pezzi fondamentali come Fuori dal finestrino. Al piano di sotto il figlio della vicina ama musiche che rievocano atmosfere neo gothic dark mercoledì delle ceneri eccetera, così ascoltare le mie canzoni deve avere su di lui un effetto perverso, oggi l'ho sentito uscire da casa urlando frasi sconnesse su una prossima apocalisse.
Per avere un pezzo di cioccolata sono disposta a tutto, anche a rinunciare ai miei capricci! Quando passano una musica qualsiasi in televisione mi metto a ballare. Sono stata bene a Subiaco, tanto che vorrei tornarci presto e fare una sorpresa a nonna Franca che si è rassegnata a rivederci a marzo.
PS, ma come si fa ora a inserire link e fotografie con questa nuova maschera malefica di splinder??La settimana di natale è stata movimentata? Dipende dai punti di vista cari colleghi. Vi dicevo la volta scorsa che il ranocchio aveva smesso di mangiare. Al termine del quarto giorno erano stati interrogati tre valenti medici, le cui diagnosi sono state le seguenti:
Medico A: 1) il piccolo sta benissimo, rifiuta il latte, occorre sostituirlo con latte di soia; 2) il piccolo ha un'infezione alle vie urinarie, fare analisi. 3) Analisi negative, allora cara Grande Generatrice, abbi mooolta pazienza!
Medico B: 1) Fuori di qui! il bimbo sta benissimo, avrà avuto un'infezione intestinale, via via! Non fatemi perdere tempo!
Medico C: il piccolo sta benissimo, rifiuta il latte di soia, dategli quello della Centrale.
Grande Generatrice: Andrea rifiuta il latte, ha un problema psicologico con me perché ho dovuto smettere di allattarlo? Avrà bisogno delle flebo? Andiamo al Pronto Soccorso! Argh!
Il 24 dicembre alle ore 17.50 la situazione era tragica, dovevamo andare a Subiaco già dal mattino ma la Grande Generatrice era in preda al panico mentre il Miserabile Facchino, per sfogare l'eccesso di testosterone e adrenalina, decideva di gambizzare santa klaus "ovunque egli sia lo riempirò di piombo". Io ripetevo ogni due minuti "voglio andare da nonna Franca!". Lo scenario era quindi abbastanza complicato ma Andrea, che per tutta la settimana non aveva fatto altro che schifare la pappa, ridere e dormire, all'improvviso ci ha fatto la grazia poppando centosettanta grammi di latte. Così siamo affannosamente partiti e nonna è stata molto contenta di averci con lei.
Inutile ricordare che il Miserabile Facchino ha infranto le leggi della fisica stipando trenta metri cubi di inutili masserizie nel portabagagli della macchina, inutili dato che la Grande Generatrice, appena arrivata, ha iniziato la triste e trita conta delle migliaia di Oggetti Indispensabili Rimasti A Casa.
La mattina di natale il Baule Magico ha sfornato una bella serie di regali per me e per Andrea; mi sono impossessata ovviamente di tutti i doni destinati alla rana che nel frattempo recuperava lentamente l'appetito, restituendo il sorriso alla Grande Generatrice.
La rana è ufficialmente diventato SIB, acronimo di Sempre In Braccio, mentre per me papà e lo zio Agostino ne hanno coniato un altro: PIP che vuol dire Piccola Impaziente Piovra. Il Miserabile Facchino deve tenere Andrea sempre in braccio. Come resistere a quelle tenere bracciotte protese e soprattutto ai 950 decibel dei suoi strilli se viene lasciato sdraiato? Io amo invece attaccarmi alla sua gamba per implorarlo lamentosamente di mangiare una disgustosa ciambella di plastica che santa klaus, pur ferito a un arto inferiore da una misteriosa pistolettata, è riuscito a portarmi insieme a un carrello della spesa pieno di deformità plastiche che vorrebbero simulare ortaggi, bottiglie e quant'altro sia possibile trovare in un supermercato. Mi piace questo carrello perché aprendo una paratia posteriore la spesa precipita in terra sparpagliandosi orrendamente per il salone.
Qui ci sono anche i cugini Ludi, Giampi e Giorgia. Ludi è un fan, dice lui, di marylin manson, ma dopo che gli ho fatto ascoltare per la miliardesima volta Il cowboy Piero ha deciso di inviare questo testo diabolico in formato MP3 al pallido Manson con la chiosa in rima "ascolta e impara pivello, questo sì che trita il cervello".
Passo il tempo oziando perché fuori piove forte e i grandi parlano del terribile tsunami che ha colpito i paesi orientali. Sto nella mia casetta (vedi la foto) che venne costruita da nonno Franco molti anni fa. Mi piace stare là ad ascoltare buona musica con i miei cd disseminati in terra, in compagnia del Grande Tom (visibile a destra) dono dello zoppicante babbo natale. Nonostante tutto tiriamo avanti.
Notizie agrodolci
Prima le notizie meno buone. La rana sono due giorni che non mangia, deve avere la gastroenterite che ho avuto anche io, ma non ha sintomi! mentre io ho seminato cose liquide dall'odore impronunciabile lui sorride, dorme, ciuccia camomilla ma non vuole che poche gocce di latte; mamma e papà sono preoccupati anche se tutti intorno dicono "ma i bimbi fanno così". Si autoregolano. Ma come, noi infanti mocciosi ci autoregoliamo? arh arh, Andrea ci riesce così così. Spero si senta bene presto. Io alla fine della malattia ero smunta col naso a punta e la faccia oblunga, lui ancora conserva un aspetto discretamente florido e mamma alterna trionfi (Andrea che prende un po' di latte) ad atroci disfatte (Andrea che sputa il latte e vuole dormire).
Riusciremo a partire per andare da nonna Franca? Chi lo sa? Mamma sembra si stia finalmente accorgendo che è quasi natale, e si chiede "cosa potrei regalare a...?", mentre papà, a corto di soldi, ha stretto patti strategici con tutti i parenti con figli, proponendo la classica formula risparmiosa "regali solo ai piccoli!". Ovvio che tutti hanno aderito entusiasticamente, il che la dice lunga sullo stato generale delle nostre finanze colpite dal nuovo miracolo economico.
Come avevo promesso ai miei pochi lettori, ecco una gradevole immagine che ritrae la Grande Generatrice, la Rana e Io (la Magnifica) in scomposta posa davanti all'albero di Natale. Anche quest'anno l'oggetto di plastica è stato blindato, a causa delle mie note intemperanze; desideravo ardentemente staccare tutti gli oggetti appesi ai rami, ma, sebbene animata da nobili motivazioni scientifiche, le mie richieste non hanno portato al risultato sperato e il Fornitore di Divertimento è stato spostato in veranda da dove mi irride impietosamente illuminandosi a intermittenza.

Comunico ufficialmente d'essere entrata nella delicata fase Orrenda Lagna Tattica, grazie alla quale riesco a ottenere: 60% di richieste eccentriche esaudite (con un migliorabile 40% di atroci insuccessi), 90% di minacce di estinzione lenta e dolorosa della mia fragrante esistenza. Un severo allenamento mi consente di aprire gli occhi la mattina e iniziare una nenia triste, esigente e malinconica, che al tempo stesso riesce a distruggere il sistema nervoso di chi cerca di resisterle. Il fatto che agogni oggetti irraggiungibili, o chieda l'avverarsi di eventi improbabili, rende la faccenda ancor più in desiderabile per i miei vecchi. La mia tecnica viene ora studiata da gruppi di rapaci zingare che si recano in pellegrinaggio qui, con lo scopo di replicarla con successo ai semafori per estorcere grandi somme di denaro agli automobilisti.

Ecco l'effetto su Andrea di 200 grammi di latte! Non sembra che stia per scoppiare? Lui non è un gran mangione, il suo modello sembra essere Ghandi più che Pantagruele, così quando s'è fatto quella gran bevuta e s'è schiantato sulla sdraietta non abbiamo resistito alla tentazione di immortalare la scena.
Voglio bene alla rana, perché quando mi vede fa un grande sorriso e si protende verso di me!
Andrea ha fatto la sua prima vaccinazione, un po' in ritardo visto che ha quattro mesi, ma gli ho attaccato vari raffreddori così il tempo è passato.

Qui lo schifosissimo ranocchio mi sta sbavando addosso! Un bacio salivoso a me! Per riprendermi ho preso a seminare saliva a mia volta per tutto il salone, prima che il Miserabile Facchino rendesse piuttosto rosse le mie parti posteriori. L'istituto di statistica ha calcolato che su 8 mie azioni, almeno cinque sono altamente proibite, altre due diaboliche, una infernale.
Da qualche giorno voglio riascoltare le ninne nanne che i miei vecchi mettevano quando ero piccolina, nel vano tentativo di farmi addormentare. Così durante il giorno nenie soporifere aleggiano nella nostra bella casetta. L'altro giorno c'era un tempo da lupi, da accendere le luci a mezzogiorno per quanto era buio. Pioveva forte e si sentiva qualche tuono in lontananza, la classica domenica da passare sonnecchiando sul divano, avete presente. Io ho messo queste ninne nanne evergreen finché la Grande Generatrice, minacciandomi di morte, mi ha intimato di mettere qualcosa di più allegro. Già, ma cosa vuol dire?
Domani il Miserabile Facchino deve preparare l'albero di natale, una mostruosa creatura, di dimensioni abnormi, che comprarono quando io ero ancora un Progetto Celeste e loro vivevano felici e contenti, spensierati bipedi allo stato brado. Se riuscirà nell'impresa senza soccombere pubblicherò una foto di gruppo sotto le fronde sintetiche addobbate ad arte.

Prego notare le differenze. Io sono quella di sinistra ovviamente, a tre mesi e mezzo ero molto più fotogenica rispetto al fratellino, il mio sguardo è sicuro e distaccato mentre il ranocchio sembra abbia visto un asino che vola; però lui è, come dire, più maschietto, ah ah! Povero Andrea, gli ho attaccato l'influenza, poi deve aver avuto una gastroenterite perché a un certo punto faceva poppate da cinquanta grammi anziché centosettanta. Insomma questo mese ha preso poco peso. Ora va meglio così posso scherzarci su, ma a un certo punto mamma non sapeva più dove sbattere la testa. Per festeggiare la sua guarigione metto un'altra sua fotografia; ehi, rana, non ti ci abituare!

Zitti! Da qualche giorno non faccio più pipì sui tappeti, in compenso mi è venuta la Cassettite. Qualsiasi cassetto ci sia nel raggio di cento metri devo aprirlo, mi piace da matti rovistare in quello dove Miserabile Facchino ha nascosto le penne e altri mille ammennicoli e ogni volta gli chiedo qualcosa.
A scuola va bene, la maestra suor Raffaella, sebbene arcigna, ha capito che sono eccezionalmente permalosa (ho preso da mamma) e solitaria (da papà), così mi tratta con delicatezza e andiamo molto d'accordo anche se non capisco come sia ancora viva da sola con venti di noi (o come siamo vivi noi con una come lei!). Sostengo sempre che Alessandro mi picchia ma senza ottenere risultati di rilievo, infatti le frequenti contraddizioni in cui cado hanno tolto ogni credibilità ai miei racconti. Papà del resto me l'ha detto "se gli dai un decimo dei colpi che porti a me, da grande dovrà andare in terapia per togliersi i traumi". Ma io a scuola non tocco nessuno perché sono Molto Delicata; a casa invece mi trasformo in Molto Indemoniata, una strana mutazione.

Qui, travestita da lappone psicopatica, mordo furiosamente il maglione felpato del Miserabile Facchino, che ha potuto scattare questa ultima foto prima di soccombere alla mia infinita crudeltà.
Il ranocchio Andrea comincia a mettersi su un fianco, è la situazione Andrea Doria (ricordate la celebre immagine con la maestosa nave messa su un fianco? Arh arh!). Smessi i panni della Tartaruga Rovesciata, sta iniziando a vedere il mondo anche da altre angolazioni. Sto cercando da vari giorni di attaccargli il mal di gola furioso che ho rimediato a scuola, ma senza risultati degni di nota.
Ah, forse il cuginetto Riccardo si è preso la varicella, povero, altro che mal di gola! Mi sa che per qualche settimana non ci vedremo. Oggi è venuta nonna Adriana, siamo state bene insieme e abbiamo fatto un sacco di giochi, e domani mi sa che salto scuola.
A tre anni noi bimbi siamo perfettamente in grado di operare pensieri logici e compiuti, abbiamo memoria e forza di volontà. Perché questo auto-incensamento? Beh, ieri sera mamma mi ha detto: se dormi tutta la notte la fatina ti porta biancaneve e i sette nani.
Argh, io amo la storia dell'incantesimo, della mela e della strega cattiva che precipita in un dirupo. Così stanotte verso le sei (la mia ora preferita per arrembare il letto dei vecchi) non mi sono svegliata, e se l'ho fatto non me ne sono accorta, e se me ne sono accorta ho fatto finta di no. Solo che stamattina ho avuto una profonda crisi di astinenza da mamma; il fatto di non averla potuta abbracciare e tormentare nel lettone mi ha costretto ad avvinghiarmi a lei mentre bevevo il latte e solo dopo un quarto d'ora di sano, tenero contatto mi sono staccata. Che prova ragazzi! Cosa non si fa per la ragazza dell'incantesimo, che poi arrivi un principe a svegliarla francamente non me ne importa ancora niente.
C'è da dire che la fatina a volte si comporta da carogna. Da qualche giorno, nonostante le sgridate, le rappresaglie e gli ululati di mamma, aprivo continuamente un Cassetto Proibito; dentro ci sono tutti quegli oggettini da femmina ai quali la Generatrice tiene moltissimo e che mi fanno letteralmente impazzire. Visto che non riusciva a fermarmi neppure con la minaccia di amputazione delle mani, ha chiesto aiuto alla fatina che ha bloccato l'apertura con un sortilegio, eccola mentre si appresta a danneggiarmi:

Nonostante tutti i miei titanici sforzi il cassetto non si apre più, maledetta stregaccia!

Cari colleghi, qui non si smette mai di crescere e ogni giorno avrei tante piccole cose da raccontare!
Per prima metto la Cacciata di Jessie, la ragazza alla pari che avevamo preso; una mattina lei e papà sono usciti e papà è tornato solo e ha detto "Flaminia, papà ti ha fatto il regalo promesso, adesso Jessie non ti darà alcun fastidio". A scanso di equivoci vorrei dire che non l'ha ammazzata, come avrebbe meritato, ma l'ha solo accompagnata a un albergo per permetterle di visitare Roma prima di tornarsene a casa. Io ne avevo un po' paura perché si era comportata male con me, e a casa non lavava neanche la sua tazza della colazione. Difficile immaginare una ragazza più inetta! Insomma, è durata cinque giorni e sono stati anche troppi. Ora papà e mamma sono da soli con me e Andrea e questo rende tutta l'atmosfera di casa abbastanza caotica.
Qui un'immagine di Jessie in piena azione:

Mamma mi ha regalato delle pantofoline bellissime! oggi chiedo a MF di fare una foto per metterla sul mio diario. Lei spera che così non vada in giro a piedi nudi che è una cosa che adoro! Ma c'è qualche connessione col mio eterno moccio al naso? Un altro regalo che ho rimediato è Ciccinobello, frutto della pressione psicologica indotta da una terrificante pubblicità televisiva. Papà ha giurato che se incontra le protagoniste dello spot finirà certamente in carcere per omicidio.
Il ranocchio fratellino ha avuto qualche problema al peso ma ora sta rientrando nella sua categoria, era perché mamma aveva un po' meno latte e lui s'era come messo a dieta. Gli piace essere preso in braccio e allora anche a me, solo che io comincio a pesare e mamma scricchiola ogni volta! Ah, ieri sera ho detto a mamma: vai via che Flaminia dorme da sola. Non è incredibile?
I miei vecchi stanno facendo pressioni perché cominci a mangiare all'asilo, non fanno altro che decantare i menu e così via; mmh, mi puzza di fregatura.
Sono diventata lievemente aggressiva. Mi avvicino di soppiatto al Miserabile Facchino e lo mordo, lo prendo a schiaffi oppure lo graffio, faccio lo stesso con mamma ma un po' meno. MF all'inizio mi teneva lontana lavorando di jab, ma ora accetta filosoficamente la sua sventura, "sei completamente pazza, come tutti i tuoi simili", mi ripete, e io sghignazzo e addento la sua spalla. Adesso ho imparato dalla televisione a dirgli "beccati questo!" mentre vibro su di lui terribili fendenti con Ciccinobello, la bamboletta che ho già impiccato col suo stesso cordino del ciuccio.

I miei vecchi sono un po' fusi, domenica mattina ci siamo svegliati con l'ora legale tolta e mamma ha preso a pronunciare frasi sconclusionate tipo "se adesso fosse l'ora che era ieri se fosse ancora valida oggi allora è tardi!" mentre papà si rotolava per terra dalle risate. Il fatto è che Colei che Mi Generò non sopporta i cambiamenti, figuriamoci se le tolgono un'ora, o forse l'aggiungono, o forse non ci capisco niente neppure io!
Mamma però si è presa una dolce vendetta sul Miserabile Facchino, perché papà ha dimenticato di aggiornare la sveglia e così stamattina ci siamo svegliati un'ora prima! o un'ora dopo? gasp!

Martedì e giovedì sono giorni speciali perché vado all'asilo in tuta, infatti ci rechiamo nella piccola palestra a divertirci ed è il momento che mi piace di più! La vestizione è lunga e meticolosa (come da fotografia) e, fatte salve le mie lamentazioni perché voglio vedere sempre un po' di televisione in più, si esce con il Miserabile Facchino che mi tira come si fa con un muletto riottoso. Lui si prepara in gran fretta, dice "vado di là" e dopo dieci secondi torna vestito e m'aspetta sulla porta. Però poi quando m'accompagna è paziente con me che spesso mi pianto come un palo per guardarmi intorno. In palestra facciamo le capriole, il serpente e tanti altri giochi che presto vi racconterò.
All'asilo c'è un bambino, Matteo, che mi ha già picchiata due volte, e dire che è più basso di me! L'ho detto a mamma che l'ha detto a papà che questa mattina l'ha detto a Suor Raffella, la quale ha chiamato Matteo, biondo e carino, e gli ha chiesto "Ti piace Flaminia?" e lui ha scosso la testa con decisione, "vuoi giocare con lei?", "No!". Dal che ho arguito che mi picchierà ancora. E' sempre lui che mi ha insegnato un paio di Parole Probite che ho subito riclicato nei miei rituali litigi con mamma. Va a vedere che diventerà il mio migliore amico.
A proposito dei miei rapporti spesso tempestosi con mamma c'è da dire che ieri sera lei cercava di addormentarmi, e questo vuol dire uno scontro titanico tra opposte concezioni del mondo, e quando mi ha detto "ma lo sai che ti voglio tanto bene?" mi sono alzata e rispondendole "anche io" le ho dato due sonori baci, ho aggiunto "però non dobbiamo litigare così tanto sulle favole di Tom" (questo perché vorrei me ne raccontasse seimila) e mi sono addormentata tranquilla. A proposito di Tom, il videoregistratore è rotto e, visto che non ci sono soldi, la sua riparazione e/o sostituzione è rimandata a tempi migliori, così non posso più mai farmi le mie indigestioni. Sembra che io stia sopravvivendo senza danni cerebrali.
La Tartaruga Rovesciata Andrea: ciangotta amabilmente quando mamma o papà gli parlano, sorride stoltamente a qualsiasi sciocchezza gli si dica e vede già la televisione; questo vuol dire che gli sto insegnando le mie nefande abitudini. Presto metterò due fotografie, una mia a tre mesi e una sua, così vedrete la differenza!
Ah, l'altro ieri ho rotto il mio primo bicchiere, arrampicandomi con lo sgabello in cucina. Papà mi ha promesso torture indicibile se lo rifaccio e ora sto bene attenta, anche se non perdo la mia abitudine di combinare qualche guaio e poi, di fronte ai rimproveri, rispondere in tutta sicurezza "come mai Flaminia ha rotto/danneggiato/messo in pericolo/allagato?". A proposito dei miei comportamenti disonesti noto una differenza sostanziale tra le reazioni dei miei amabili genitori. Tolgo il cuscino dalla poltrona per usarlo come scivolo e trampolino, attività vietatissima in quanto ho ridotto il suddetto cuscino come un colabrodo. Mamma si alza gridando "adesso le prendi!", ma la sua mano non cala mai sul mio sedere. Papà invece tende a darmi delle certezze, mi dice "se mi alzo ti sculaccio", così cerco di comportarmi orrendamente finché vedo che lui scosta la sedia, allora scappo e proteggo i miei sacri minilombi. Se sono stata veloce lui non si muove, ma se lo fa me le dà, è matematico. Insomma, mamma non fa quel che promette (e mi piace) mentre papà sì (allora lo chiamo candistelle che è un eufemismo di qualche terrificante parola proibita) e poi cerco di restituirgli le botte e anche qualcuna in più.
Qualcuno giunto stremato fin si domanderà come mai sono così prolissa; è che adesso faccio a meno del Miserabile Facchino che tendeva a essere troppo sintetico.

Come potete capire, sono una bimba Molto Impegnata, così ho steso questa agenda giornaliera che rendo pubblica nel caso possa servire a qualche collega:
ore 04.50/05.00: sveglia ululante con richiami e stridii per attirare il Miserabile Facchino nei dintorni del lettino - il suo senso dell'orientamento è azzerato dal sonno e occorre guidarlo - con un elegante salto stringersi al suo collo e non lasciare la presa finché non si viene depositati trionfalmente nel lettone (la tattica di papà è anche detta Qualsiasi Cosa Purché Finisca In Fretta). Nel caso venga la mamma, intavolare con lei una serrata dialettica sui fondamenti della sua pretesa che io rimanga dove sono, dopo mezz'ora dominare la discussione per essere presa in braccio e portata nel lettone (la tattica di mamma è anche detta Mi Voglio Fare Male).
ore 7.30/8.00: ripetuti tentativi di sveglia, quando ormai ogni speranza è perduta riprendo i sensi e corro verso il salone dove rinnovo il mio patto di sangue con Tom&Jerry Kids. Le mie urla sapienti svegliano la Tartaruga Rovesciata e mamma inizia la sua giornata con alcune deliziose parole proibite, nel frattempo papà fa offerte votive alla macchina del caffè, detta anche Colei Che Risveglia Dal Sonno Cronico, con inchini e riti propiziatori.
ore 8.45/9.00: via verso l'asilo! Durante l'accidentato percorso illustro il mondo con ripetute e fallimentari nominazioni; ora so che venne creata prima Eva perché un maschio non avrebbe mai avuto voglia di dare un nome a tutte le cose. L'arrivo all'asilo coincide con l'ultima esortazione del Miserabile Facchino "per favore se ti scappa non te la fare sotto!".
ore 12.30: ritorno a casa. Le ore passate all'asilo mi hanno stremata? Arh arh, neanche un po'! Entro urlando e alla velocità del Pendolino vado avanti e indietro, getto all'aria tutti i miei amati pupazzi (loro amano me molto poco!) nel tentativo di vivisezionarli.
ore 13.00: pappa tormentata con ripetuti capricci per piegare alla mia volontà mamma.
ore 14.00: azioni di guerriglia fisica e psicologica contro mamma e papà che cercano di mangiare senza strozzarsi. In genere vengo coadiuvata da Tartaruga Rovesciata. Papà ha deciso di mangiare in piedi, "faccio prima a inseguirti", ha detto minacciandomi.
ore 15.00/16.00: Pisolino! Qui faccio provare a mamma un assaggio di cosa vuol dire essere presi in ostaggio da una bimba delirante che non ha sonno.
ore 16.00/17.00: il Miserabile Facchino mette in opera una serie impressionante di tentativi per riportarmi alla veglia. Musica, televisione, fari alogeni sul viso, scherzi e scrolloni, bacetti e coccole. Alla fine un barlume di luce penetra attraverso le mie palpebre serrate.
17.00/20.00: sistematica distruzione del territorio circostante, azioni di feroce rappresaglia contro mamma che osa allattare la Tartaruga Rovesciata, mamma inviperita mi esilia bruscamente dalla stanza dell'allattamento, lunghi gemiti tattici dietro la porta chiusa. Bagno con esibizioni di nuoto disincronizzato, pappa.
20.30: Conquista del tavolo apparecchiato, assaggio schifato dei cibi, spargimento di sale sulle rovine, pianto dirotto dopo sculaccione di papà.
22.00/23.00: il momento culminante della mia giornata: resistenza accanita e prolungata all'assurda richiesta da parte di mamma che io dorma. Il mio pensiero è invece solo uno, prolungare la sua permanenza presso di me con ripetuti capricci, migliaia di favole di Tom, cambio pannolini e così via finché lei stremata non minaccia di terminare la mia giovane vita in modi cruenti, oppure di vendermi per due cammelli a una tribù Molto Molto Lontana, al sospiro di "ma chi me l'ha fatto fare!".

La sera qui è tutto un rumoreggiare di attività, alle dieci comincio ad andare a letto io anche se fino alle undici non se ne parla di chiudere gli occhi e lasciare libera mamma. Andrea nel frattempo tiene duramente impegnato il Miserabile Facchino finché Colei che ci generò non torna a soccorrerlo per rifornire di latte il mio adorabile fratellino. A mezzanotte circa Tartaruga Rovesciata si risveglia e delizia fino all'una e mezzo i miei vecchi con i suoi adorabili versetti. Alle cinque del mattino mi sveglio io perché voglio essere presa in braccio e portata nel letto grande. Infine, alle 7 e 45 c'è la sveglia perché dobbiamo andare chi a scuola chi un ufficio.
Forse è questo il motivo per il quale la mattina siamo tutti leggermente assonnati (come da immagine). Papà è tenuto in vita da una macchina del caffè e un certo signor Lav**za ha telefonato per sponsorizzare i suoi tentativi di Veglia Perenne. Se dovessi dire qual è la nostra situazione direi: bellissima e caotica.
E ieri ho detto a mamma "sono stata tanto bene oggi a scuola". Lei ha fatto un sorriso a cento denti e mi ha dato un bacio.

La Maiolica ha ufficialmente cambiato il suo status in Tartaruga Rovesciata. Arh arh, adesso sta pancia all'aria e muove casualmente le sue inutili estremità, e sul fasciatoio fa le sue prime prove per precipitare di sotto, segue i miei perversi movimenti girando la testa e ricambia le mie nefandezze con graziosi sorrisi.
Mamma è Molto Meticolosa nella preparazione delle cose. La mattina ad esempio fa appena in tempo a rendermi presentabile che arriva l'ora di andare a scuola e lei è ancora in vestaglia, così m'accompagna papà. Il Miserabile Facchino chiama mamma "Torpedone su una stretta strada di montagna", per sottolineare crudelmente che gli sembra Molto Lenta. L'altro giorno le ha detto sghignazzando "fortuna che hai sposato me che sono un folle nevrotico, altrimenti Flaminia dovevamo iscriverla a una scuola serale". Mamma mi ha ordinato di non scrivere tutto questo sul blog.

Nonostante il titolo romantico e malinconico qui a Roma sta facendo un inizio d'ottobre strepitoso, sole e caldo fantastici e stamattina anche un po' di nebbiolina sugli erti, irti, orti colli? Cosa dirvi cari colleghi, anzitutto ho scelto l'immagine da mettere qui sul mio diario, e ho messo una foto di Andrea, il mio caro fratellino, visto che della mia putrida faccia ne avrete fin sopra i capelli.
Stamattina siamo andati al parco con zia Simona e nonna Adriana, e Riccardo naturalmente. Con Kiki abbiamo imparato lo sputacchio d'acqua grazie alla fontanella nuova che hanno piazzato su un lato e Riccardo l'ha subito messo in pratica a casa, ma con la saliva, così è stato mazziato a dovere. Nonna era sfatta alla fine e quando m'ha mollata a casa, in pieno trip da ipossigenazione, ha chiesto alla mamma, "ma non possono tenerla anche la notte là all'asilo?".
Mamma mi ha preparato una bellissima boccetta di Fiori di Bacche. Lei si ostina a chiamarli di Bach, ma che volete farci? Inutile dire che l'ingrediente che mi attira di più è il brandy; lei mi ci ha messo dentro delle strane sostanze che non vi so dire bene, tipo Aspen così vado a letto volentieri e mi sveglio la mattina dopo alle otto e non alle tre, Chicory così smetto di volere tutto per me, Walnut per andare all'asilo senza singhiozzare quando mi lasciano là, Honeysuckle così non voglio tornare subito a casa e Holly così non faccio fuori Andrea.
Ora m'addormento prima e sono d'umore assai migliore; può darsi che sia un fatto che sarebbe successo comunque, oppure i fiori m'hanno aiutata davvero, io preferisco la secondo che ho detto e il brandy non è niente male!

Noo, basta! Il mio terzo giorno di scuola comincia a somigliare al secondo: ho pianto quando mamma se n'è andata, poi ho giocato con le altre bambine; le ho conquistate con il mio rossetto - in effetti cosa accidenti sia non lo so, sembra una penna dorata con un pennellino in fondo - che mi passo sulle labbruzze sante. Suor Raffaella dice che verso le undici mi prende sonno, vorrei vedere lei in una situazione ad alto stress come questa: strappata agli affetti familiari, al caldo confortevole focolare per essere gettata, sola e disperata, in mezzo alla giungla selettiva dove solo il più feroce sopravvive (l'asilo). La fotografia che potete ammirare ha un background perverso: mi stavo giustappunto abbioccando sul sedile del dindolò grande ma la vista di mamma e papà mi ha strappato questa espressione un po' demente di stolida felicità, salva! Eppure, a dirla tutta, stamattina ho protestato con mamma (detta anche il Torpedone per la sua lentezza nel prepararsi) perché volevo andare a scuola; è vero, noi bimbi siamo pazzi.
Ho un po' di raffreddore, me l'ha attaccato mamma che l'ha trasmesso anche ad Andrea al quale sta venendo la testa storta perché dorme sempre da un lato, arh arh! Così mamma e papà fanno di tutto per farlo dormire sull'altro lato e dovreste sentire come protesta il marmocchio! così giovane è già abitudinario. Del resto non mi dà motivi di odiarlo, ha bisogno di poche cure (salvo quando ha dei gustosissimi movimenti di stomaco) e se ne sta buono nella cameretta. Casa nostra è sempre movimentata, anche troppo. Papà sostiene apertamente che il monito divino ad Adamo "guadagnerai il pane col sudore della fronte" era una promessa, non una minaccia, perché così può star fuori casa almeno mezza giornata.
All'improvviso mi sono ritrovata sola. E' successo che papà m’aveva appena convinta a indossare il grembiulino verde e volevo dedicarmi a qualche attività insieme a lui, invece a un certo punto non c’era più! Era sgusciato via coperto dalla maestra che ha fatto barriera impedendomi di corrergli dietro, vigliacca, col fatto che è piuttosto grossa è stata un ostacolo invalicabile! Sono rimasta nella classe piena di miei simili che si facevano gli affari propri. Ce n’è uno, Tommaso, che picchia tutti, ma visto che non è tanto grosso ne prende anche un sacco e una sporta, ma non si ferma mai! C’è anche Benedetta, una bimba dolcissima che tata Mali utilizza bassamente per farmi mangiare, insinuando che la mia compagna d’asilo si prenderà tutti i miei giochi se insisterò a tenere la bocca chiusa. Stranamente quando l’ho vista non ho cercato di strangolarla, anzi sono stata gentile.

Non sono stata io!
Insomma quando papà è fuggito mi sono messa a piangere come da copione, imitata da un altro paio di bimbette, poi mi sono impossessata di suor Raffaella e l’ho schiavizzata rendendola un duttile strumento al servizio dei miei farneticanti desideri. Non sapevo che mamma era là vicino, mimetizzata nelle frasche insieme alla Maiolica Addormentata, che spiava accuratamente le mie mosse.
A un certo punto m’è venuto sonno e stavo per addormentarmi sul dindolò quando lei è comparsa, angelo salvatore! Mi sono subito vendicata dicendole “perché Flaminia piange e mamma e papà sono a casa?” facendola sentire in atroce colpa. Mi ha presa per mano e mi ha riportata tra le mie amate mura dove sono stata insolitamente tranquilla per circa dieci secondi, poi ho ripreso la mia opprimente attività: corsa frenetica e rumorosa lungo il corridoio urlando a squarciagola.
Stanotte Andrea si è guadagnato i galloni. Primo "cassonettamento" anche per lui! Mica mi stava bene che fosse così buono e perfettino, così quando ha fatto uscire matti i vecchi perché non voleva proprio dormire ho sogghignato nel sonno, e poi ero io quella terribile! Mamma si è sforzata di trovare una spiegazione scientifica a questo attacco di insonnia, sostenendo che il ranocchio aveva avuto caldo (forse perché l'avrebbe messo volentieri su una graticola). Per conto mio, mi sono svegliata due volte ululando e a un certo punto colei che ci generò era impegnata ad allattare la Maiolica Urlante (sembra il titolo di uno spaventoso racconto di Poe) e a lenire inutilmente le mie farneticanti lamentele: erano le 4.41 e l'amore materno fa superare molte dure prove!

Andrea come non è stato visto stanotte da mamma e papà.

Tanto per non far sospettare che mi sia stufata di aggiornare il mio blog, ma la notizia di tutti quei bimbi uccisi mi ha intristita assai. Inoltre zia Elina sta male, e questo mi ha ammosciata ulteriormente. Che dire? Il resto va bene, il fratellino al mio confronto è un angelo addormentato, io sto combinando tutto il peggio perché tanto ho la giustificazione che sono gelosa; sfrutto fino in fondo questo vantaggio anche se comincio a prendere qualche sculacciata dolorosa (visto che non ho più il pannolino a proteggermi!).
Ciao colleghi, a presto.

Guardate quanto sono brava! Vado come un fulmine, nessuno mi batte, sono eccezionale... Io... sob! non ce la faccio, devo confessare la verità, non è vero niente, sniff, riesco a fare appena qualche metro poi mi pianto come un pilone della luce e chiamo qualcuno che mi spinga, è difficile pedalare, e faticoso! Però vengo bene vero? Sembra proprio che sia a mio agio là sopra, anche se una tartaruga mi farebbe i giri intorno.
News del fratellino ranocchio Andrea: dorme, mangia, pigola, dorme, mangia... Mamma e papà fanno delle ola di gioia e ringraziano tutti i cieli conosciuti. Ogni tanto il ranocchio fa tardi la sera, ma solo perché poi salta la poppata notturna. Per il resto non mi dà nessun fastidio e ogni tanto m'avvicino alla carrozzina, lo fisso mentre dorme come un sasso e chiedo "perché piange?". Gli sguardi piovono stupiti su di me e io ripeto la domanda, è divertente far uscire pazzi i miei vecchi.
Tom&Jerry: vengono prima di tutto. Non c'era istante al mare che non chiedessi una favola di Tom, riducendo alla disperazione anche il temperamento nordico di Linda. Papà ha setacciato la città per trovare un dvd dei miei amati, così da farmelo vedere sul suo computer, è stato un regalo bellissimo! Erano tutti felici perché almeno riuscivano a cenare senza che io li perseguitassi ferocemente.
Oggi siamo tornati dal mare perché Linda domani parte. Io in realtà non ho mica capito bene questa cosa della partenza, ma oggi volevo sempre stare con lei. Il Miserabile Facchino ha espresso il meglio di sé riuscendo a comprimere il contenuto di un vagone merci nel portabagagli della macchina che alla fine sembrava più larga dietro, o forse era un'impressione. Appena arrivati ha fatto allontanare tutti noi prima di aprire il portellone posteriore "non vorrei esplodesse", ha intimato. Ho rivisto tata Mali che è tornata per stare con noi finché non verrà Kathleen a metà ottobre. Questa casa non è un albergo, ma sembra tanto un porto di mare.

Eccoci insieme, da notare che la mia sghignazzata non è sintomo di pensieri malvagi verso Andrea. Stavo solo guardando Tom&Jerry in televisione. C'è stato un momento in cui ho apertamente dichiarato "Sono molto arrabbiata con mamma e papà!", ma non ho voluto dire perché (della serie: Segreti di Pulcinella).
La mia fase di Puro Capriccio Ululante si sta smorzando, forse perché siamo tornati al mare e là posso esibirmi nel mio campionario di tuffi, bagni, costruzioni e distruzioni di castelli di sabbia (il Miserabile Facchino edifica e io demolisco gridando frasi incomprensibili, probabilmente in un antico e minaccioso idioma barbaro).
Il fratellino è nella sua Fase Maiolica, dove lo poggi sta buono e dorme. Ogni tanto pigola piano piano dalla fame, in compenso io emetto ritualmente urla raccapriccianti per attirare l'attenzione così nessuno si rilassa.
Insomma adesso siamo in quattro, anzi cinque con Linda che però si è fatta un po' triste perché tra dieci giorni deve andare via (pettegolezzo: il motivo vero è che ha un'amicizia sentimentale con un ragazzo di Roma!). Anche a me dispiacerà perché con lei stavo tanto bene. Mamma e papà hanno preso accordi con una ragazza californiana che dovrebbe venire a ottobre e stare con noi molto a lungo. Chissà come sarà!

Dopo molte insistenze e preghiere di mamma e del Miserabile Facchino, accondiscendo graziosamente a pubblicare una foto del ranocchio fratellino Andrea, qui ha cinque giorni e il sorrisetto giocondesco che potete osservare sulla sua bocca ciuccialatte è evidentemente rivolto a me in segno di scherno.
Pensavo in effetti di reagire peggio, invece quando siamo andati a prendere in ospedale mamma e Andrea ho dato una mano, tanto che senza di me non ce l'avrebbero fatta! Mi piace questo fagottino che si muove a malapena, e dove lo metti sta, ogni tanto apre gli occhi e per il resto del tempo dorme. Da quel che sento piange raramente e mamma incrocia le dita sperando che seguiti così. Quando lo cambia voglio assistere e faccio dei commenti molto eruditi sulle varie fasi della mutazione da ranocchio sporco a pulito. Lo accarezzo e sono molto, molto curiosa.
Per quanto riguarda le mie condizioni psicologiche, da ieri ho ripreso contatto col mondo esterno, essendomi ristretta per circa una settimana al binomio mamma-papà, dei quali esigevo la presenza fissa in qualsiasi fase del giorno e della notte.
Da dieci giorni faccio a meno del pannolino, ormai ho preso confidenza col vasino come lo usassi da sempre, non dite che non sono in gamba! Ogni tanto inondo zone vietate, ma allargo le braccia e sostengo "Non lo so come ho fatto!" e in bocca a una bimba come me fa la sua bella figura.
Mi piace che siamo di nuovo tutti insieme, quando mamma non c'era mi sentivo triste.

Colleghi primogeniti, io da oggi mi sento defraudata, minacciata, esclusa, scacciata, isolata, solo voi potete capirmi!
Il fratellino è arrivato l'altro ieri sera. Me tapina! Mamma e papà sono andati in un posto chiamato ospedale che tiene in ostaggio ancora oggi mamma, io la chiamo e lei non c'è! Ieri mattina siamo andati a trovarla e io l'ho abbracciata subito, poi mi hanno portata in un tristo luogo chiamato Nido dove c'erano numerosi marmocchietti dormienti e i miei vecchi dicevano "guarda, quello è il fratellino!".
Il mio sguardo è diventato così dolce e dalle mie pupille è uscito tanto di quel calore che l'ho incenerito, quel malefico usurpatore, Andrea (si chiamerà così quel cosetto davanti a me) si è semplicemente dissolto mentre la mia parte oscura sghignazzava indecorosamente. Triste sono, e carcerata qui da ormai tre settimane! Il nome della Piccola Minaccia è stato scelto con largo anticipo da mamma e papà, pensate, sabato notte erano ancora là che spulciavano possibilità "Temistocle" "Fratassio!", "Terminator!" alla fine, stremati, hanno scelto Andrea che per me, però, è Tom! Infatti quando mi hanno chiesto come volevo si chiamasse non ho avuto esitazioni. Del resto, tante mamme chiamano i figli JessicaSamantaKevin in onore degli eroi dei teleromanzi, perché io no? Dunque il coso malefico per me si chiama Tom (ma da questo non si nota già che gli voglio bene tutto sommato?).
E dire che non me la passavo male, il pomeriggio prima dell'Evento Che Distrugge La Mia Supremazia avevo l'ora d'aria sul terrazzo e facevo tuffi nella mia piscina personale. Sguazzando allegramente ho preso una Barb*e e ho chiesto a papà "questa può fare il bagno?". Lui mi ha guardato e ha mormorato "piccola, se la fai fuori ti fornisco un alibi, male che vada patteggiamo uno sconto di pena" così quella sventurata svampita di plastica ha galleggiato a testa in giù tutto il pomeriggio in posa simil-annegata. Sto anche meditando di buttarla di sotto sulla rampa del garage proprio mentre esce una macchina.
In sostituzione di mamma è stata qui ieri nonna Adriana, l'anello debole della catena! Con lei mi sono permessa di esprimere tutta la mia natura corrotta e viziosa esibendomi in una serie ributtante di capricci, scherzi, pernacchie e strilli. Quando stremata è andata via ieri sera ha detto "Dopo questo, dormirei anche in in una gabbia di tigri affamate".
Il Miserabile Facchino non fa altro che ricevere telefonate di mamma dall'ospedale che richiede urgentemente migliaia di piccole cose e lui si carica di grandi bustoni e va, poi torna, poi va, poi torna... Ormai quando squilla il telefono si mette in posizione di guardia e prende a saltellare come Mohammad Alì ovvero Cassius Clay e mena pugni all'aria, ma mamma vince sempre ai punti.
Domani Andrea arriva a casa, quale sarà il mio atteggiamento? Potrei optare per la Somma Indifferenza, cui aggiungere il classico atteggiamento da Sanguisuga sul braccio di mamma, con un pizzico di Capriccio Immotivato, Richieste Esorbitanti e un'indigestione di Tom&Jerry per obliare il profondo dolore che alberga nella mia giovane anima ferita.
Ahimé, vi saprò dire.... Ma certo non lo ospiterò qui sul MIO blog, se ne aprisse uno suo visto che è tanto bravo!

Qualche notte fa mi sono svegliata, mamma aveva un po' di influenza e ha biascicato a papà "fai di tutto per lasciarla nel suo lettino che qui s'ammala!". Ah ahahha! il Miserabile Facchino con me non ha la minima speranza di spuntarla. E' arrivato munito delle migliori intenzioni ma si è frantumato contro la mia Atroce Tattica Della Falsa Dormiente.
Tale tattica, miei adorati colleghi, è consistita nel fingere il sonno, così che MF nutrisse la falsa speranza di potersene tornare nel letto. Chiotto chiotto soddisfatto lui s'alzava ma, fatti due passi, veniva gelato fin dentro le ossa dal mio stridulo "mammaaaa vieni quiii!" in grado di scuotere il sistema nervoso di un astronauta.
Dopo cinque Falsi Addormentamenti papà è fuggito umiliato, è venuta mamma che ha ceduto dopo venti minuti di lotta impari. Una volta messa tra loro, mamma mi ha ammonita "guai a te se mi ti accosti!". Subito dopo mi sono appiccicata a lei come una cartella delle tasse, ma sono stata allontanata bruscamente e rimessa nel centro del letto. Non doveva farlo! sono scesa furente e sono fuggita in salone gridando pleonasticamente "basta, Flaminia va via!".
Non era nemmeno l'alba! Stavo seduta sulla mia poltrona preferita nella penombra, stringevo tra le braccia un grande cuscino e tiravo su col naso moccioloso lacrime dolorose. Papà ha commentato scuotendo la testa "abbiamo messo su una compagnia teatrale". Dopo una feroce trattativa ho accettato di tornare indietro e dopo un po', nel silenzio, ho detto per la prima volta in vita mia "scusa, mamma", ma forse già dormivo.
Mamma e papà hanno chiesto in giro, e sembra che il fatto che io dica a una certa ora ogni sera "voglio andare a dormire" esigendo di essere impigiamata e posata nel lettino, dove ronfolo contenta, non sia un fatto troppo comune. Una cognata ha detto "incidetelo sulla pietra per sapere che è realmente successo" e anche Linda, che è piena di fratelli, sorelle e cugini piccoli, ha detto che è la prima volta che sente una cosa del genere. Sono sicura che tra voi cari colleghi ci sia qualcuno che fa come me, non vorrei passare per una bimba originale...
L'altra sera papà, detto il Miserabile Facchino (MF), dopo la doccia mi stava amorevolmente asciugando i capelli, nel senso che cercava di immobilizzarmi con prese raffinate di lotta grecoromana mentre io simulavo un incontro di sumo con qualsiasi oggetto nel raggio di due metri. A un certo punto l'ho guardato con occhi da cerbiatta mannara e gli ho detto "ti voglio tanto bene!". Mamma, che per via dell'udito fine è stata assoldata da una ditta di intercettazioni, ha sentito da circa venti metri questa frase e ha esclamato "è la prima volta che lo dice!" e poi, sconsolatissima "e l'ha detta a te!". Questo ha provocato nell'ordine crisi di gelosia, di panico e infine lamenti continuati, anche perché MF ha subito telefonato a nonna Franca per vantarsi come un pavone in amore. Il mento di mamma strusciava a terra e così la sera l'ho detto anche a lei e tutto è tornato normale.
Mamma mi ha comperata una piscina nuova in vista del nostro lungo, rovente, urlante (per via del fratellino in arrivo) agosto romano. Nonostante l'acqua fosse piuttosto freddina mi sono tuffata e rituffata fino ad avere le mani raggrinzite e la pelle d'oca, il terrazzo era inondato dal sole e c'era anche nonna Adriana che mi teneva compagnia. La piscina è bellissima e non c'è niente come un gran bagno per far stare bene una pupetta come me!
Il fatto che ogni tanto chieda "dov'è il fratellino?", anche se lui è ancora al sicuro dentro la pancia della mamma, va interpretato come un buon segno, oppure lo cerco per farlo fuori?
Fate buone vacanze voi che potete :(
la mamma


Eccomi qui, nei miei ultimi giorni di vacanza al mare. La settimana prossima torniamo a Roma perché mamma e il fratellino devono fare degli esami per quando lui uscirà dalla sua pancia e mi porterà dei regali! Non so esattamente come faccio a dirlo, ma so che la storia andrà così. Sono indecisa su cosa farmi portare perché non sono ancora stata traviata a sufficienza dalla televisione, dato che qui si vedono due canali e mezzo e pure male, ma sto pensando alla portaerei di barbie completa di ricognitori tattici a decollo verticale e flotta di sostegno (mi piacciono tanto gli aerei e le navi!).
Le mie giornate si sviluppano intorno all'unico tema del bagno al mare, oggi c'erano le onde e con papà ci siamo divertiti tantissimo, lui più di me (è proprio un ragazzino!). I primi giorni facevo il bagnetto in un'acqua bellissima, non sentivo niente di particolare nella temperatura ma chi mi accompagnava cercava curiosamente di camminare sopra le acque. Poiché volevo stare solo in braccio, avvinghiata al malcapitato come un polipo spaventato, i miei bagni duravano pochissimo a causa del suo assideramento, diventava blu e i suoi denti facevano claclaclak! Poi l'acqua si è scaldata e mamma mi ha comperato un tubo come quello che vedete nella foto, lei l'aveva preso azzurro per non farmi apparire troppo vezzosa, ma io l'ho preteso rosa e sin dall'inizio mi ci sono trovata bene, a parte qualche immersione totale indesiderata. Adesso nuoto, faccio le acrobazie e tento la fuga verso le isole distanti trenta miglia. Non faccio molta strada (anzi acqua) ma mi diverto lo stesso a strillare quando m'inseguono.
Nel frattempo la mia storia col vasino ha conosciuto interessanti sviluppi, dopo il promettente esordio ho pensato di esplorare nuove possibilità e ho fatto pipì a rivolo sulla scala, sembravano i giardini di Tivoli! poi ho colpito con terribile efficacia il lettone appena rifatto. Mamma sembrava la furiosa dea kalì e io, contrita e disperata per i suoi rimproveri, sono scesa di sotto e in preda ai singhiozzi ho fatto rifornimento d'acqua e ho poi provveduto a depositare altre pipì sulla poltrona, sul divano, sulla sedia esterna dotata ovviamente di cuscino. Alla fine mi sono girata intorno e non ho visto più nulla di asciutto su cui posare i miei sacri minilombi e ho pensato di farli contenti, così ho-usato-di-nuovo-il-vasino. Perfida sono!
Con Linda, la ragazza alla pari che ha l'ingrato compito di starmi dietro, va tutto benissimo, le voglio tanto bene e lei è terribilmente seria e calma, ha solo qualche sussulto quando le faccio le mie pernacchie a spruzzo sul braccio. Mi dispiacerà molto quando partirà e mamma sta già radunando indirizzi perché vorrebbe prendere un'altra ragazza per un anno intero, speriamo sia così carina!

Ah ah aahhhahh! Se potessi rotolarmi per terra dalle risate lo farei, ma ancora non ho imparato! Dovete sapere cari colleghi che da tre giorni i miei vecchi hanno deciso che ho inquinato abbastanza il pianeta Terra con i miei pannolini biologicamente scorretti. E' stato papà a dare il via alle danze, togliendomi il Sacro Protettore da Guai Peggiori e lasciandomi libera di scorrazzare libera come un cucciolo, non senza avermi impartito una serena, convincente, esaustiva lezione su come usare il vasino e perché.
Non potendo deluderlo, ho subito fatto pipì sul patio posteriore e pupù su quello anteriore per poi proseguire con una teoria di piccole pozze disposte secondo un ordine esoterico astrale. Il vasino, intatto, stava là come un Monumento al Fallimento. Mamma ha deciso che dovevo indossare le mutande perché questo mi avrebbe fatto sentire il fastidio e bla e bla, ma dopo averne cambiate cinque paia in tre ore ha desistito crollando sul letto. La sera del secondo giorno ho creato una piccola pittoresca cascata dal seggiolone e ho seminato pupù un po' dappertutto rischiando, nonostante la mia età, un cassonettamento vecchio stile.
Il terzo giorno nonna Adriana ha detto "forse il vasino azzurro non le piace", e mamma si è precipitata a comprarne uno nuovo rosa che potete ammirare nella foto. Così la sera, mentre tutti erano a tavola, ho Fatto Quel che Dovevo meritandomi gli applausi a scena aperta e tanti baci. Il merito però è della bambina che sta sulla scatola, seduta e gioiosa. Io l'ho solo imitata. Ecco il raggio di sole nel buio per mamma e papà.
E' ovvio che Paganini non ripete, così la prossima pipì nel vasino sarà registrata su questo diario, mamma spera entro la fine dell'anno, ah ah ah!

La mia sabbia è neanche troppo bella, con i sassolini dentro, vicino c'è una spiaggia dove voglio sempre andare. Il bagno lo faccio con papà e Linda perché mamma ha il pancione troppo grosso, coi braccioli oggi andavo abbastanza bene e c'erano onde alte che mi facevano urlare di gioia e paura. In televisione di T&J neanche l'ombra, così tartasso i miei vecchi chiedendo "Le Favole di Tom e di Jerry". Mamma ha cominciato subito a mischiare nella sceneggiatura Teletubbies, Uomo Ragno, Superman e Biancaneve pur di arrivare fino in fondo, mentre papà ci ha pensato un attimo su ed è sbiancato, "ma come diavolo si fa a raccontare un cartone animato a una bambina di 29 mesi?", infatti è difficilissimo! Io però pendo dalle sue labbra mentre mi racconta storie incredibili senza capo né coda.
Sto attraversando la mia fase tautologica, la mia domanda suona così "cosa è questa casa?", la risposta spontanea sarebbe "una casa!", ma ai miei infantili orecchi la cosa non è così semplice, infatti formulo la domanda almeno quattro volte come fosse difficile capire, però poi ripeto al volo parole complicate che nessuno ha interesse che io impari.
La sera con papà andiamo al mare e sediamo su una panchina e là gli chiedo una favola di T&J, lui pazientemente mi racconta di Tom, del pescecane Jack, di Jerry e dei granchietti che dormono tra gli scogli, sono sicura che neppure lui sa cosa dice, ma mi piace. L'altra settimana è tornato a Roma per lavorare, e quando è tornato ho capito che mi era mancato, così da quel momento non lo mollo più.

Ci sono scivolata dentro poco a poco, pensavo sempre "tanto posso smettere quando voglio", invece ormai sono Tom&Jerrydipendente! Stanotte gridavo nel sonno, "dov'è mamma? Come farò a vedere Tom?". Ora, tralasciando il ruolo di mamma in questa triste vicenda (ella deve solo premere il Giusto Tasto del Sacro Telecomando), mi sono resa conto di non poter più fare a meno delle loro avventure. C'erano state delle avvisaglie già al mare, dove i miei adorati erano visibili in rare occasioni, ma la mia malattia si è manifestata in tutta la sua virulenza una volta tornati nell'area coperta dalla parabola, dove ho dato il via a un bivacco devastante davanti alla tv lanciando spesso delle crasse risate davanti alle innumerevoli disavventure del gatto e del topo. L'eco delle mie sghignazzate si è spento insieme ai titoli di coda, che rappresentano nel mio infantile immaginario l'Apocalisse, e subito è subentrata la crisi d'astinenza, consistente in orride trasformazioni in Mostro Capriccioso, Ciclone Devastatore e Mastice Urticante. I miei hanno carezzato l'idea di rilevare l'intero pacchetto azionario della Walt Disney, ma sono stati fermati da un rapido calcolo dei costi. Da parte mia, una volta presa coscienza della mia triste condizione, ho deciso di creare l'Anonima Cartonisti.
Colleghi! Vi riducete a uno straccio quando vi privano dei vostri adorati toons? Non ce la fate ad allontanarvi più di trenta centimetri dallo schermo magico? La vostra vita viene spazzata via a ogni cambio di canale? Se avete risposto sì a tutte le domande, chiamate subito questo numero: 555 4509 244 e potrete parlare con un esperto dell'Anonima Cartonisti che potrà aiutarvi a superare questo momento di crisi insegnandovi l'uso del videoregistratore, grazie al quale potrete stare a contatto con i vostri adorati cartoni 24 ore al giorno!

Quando siamo arrivati il tempo era così, non è un buon inizio per la nostra vacanza al mare! Fortuna che c'erano tante pozzanghere e il tempo è volato tra una e l'altra, con papà passavamo sopra a tutte con la bicicletta, sguash! La mattina il tempo era stato abbastanza buono e ho persino fatto un timido bagno, ma il pomeriggio tanti tuoni e l'acqua che scendeva forte. Qui si dice "quando si vedono le isole tempo brutto", ma va? Se avete una buona lente d'ingrandimento o quindici decimi di vista potete vederle all'orizzonte, se non c'erano loro non me ne accorgevo che stava piovendo!

Ma la mattina dopo ecco cosa ho trovato, e allora via all'orgia di creme solari! Mamma ha comprato un barile, l'ha riempito con una Protezione Assoluta e mi ci ha ficcata dentro a forza, poi via sulla spiaggia. Abbiamo sguazzato felici con mamma e Linda nell'acqua che era piuttosto freddina, perché quando sono uscita ero blu, tremavo come una foglia e non sono voluta più uscire da dentro l'asciugamani.
Per finire un po' di pubblicità elettorale:

Volete sapere cosa ho sul naso? Schiuma da barba, mi fa impazzire!
E' arrivata Linda, la mia meravigliosa ragazza au pair! se mi dà il permesso pubblico una sua foto, è tanto dolce e ho fatto subito amicizia con lei, rimarrà fino alla fine di agosto per aiutare mamma e papà visto che arriverà il n.. nnuo... frat... non ci riesco! Non riesco a pronunciare quella parola!
Mamma voleva uscire oggi, ma è festa! Stamattina ci ha portate in giro e Linda ha visto qualche Celebre Monumento. Oggi pomeriggio era in piena crisi di astinenza da Sbirciata ai Negozi, "Argh, è tutto chiuso!", così voleva prendere un piede di porco e andare ad alzare un po' di serrande in centro. Le evidenti conseguenze penali l'hanno scoraggiata. Ora è nella fase ansiotica Partenza Imminente, andiamo qualche giorno al mare e sta preparando i bagagli (attività che la esaurisce completamente) accusando malesseri eccentrici che interesserebbero molto la comunità scientifica internazionale. Papà nella sua Giornata del Bivacco somiglia al mendicante più-straccione-del-mondo sottoposto a un pestaggio furioso da parte della polizia, ha la barba lunga, dei vestiti informi e dei segni evidenti perché ieri l'altro l'ho graffiato sanguinosamente sulla faccia. Però mi sono pentita e la sera prima di addormentarmi ho piagnucolato "papà arrabbiato graffi!". Mamma per prudenza mi ha passato il tosaerba sulle unghie.
La mia top ten toons è cambiata: al diavolo i teletubbies, ora è la volta di Tom&Jerry che mi fanno ridere fino alle lacrime con tutti quegli spiaccicamenti violenti!

Questa è la foto scattata dal maresciallo Vincenzo Luzzurdu sulla scena del misfatto, mi ha colta in flagrante lo sbirro! Nel suo rapporto scrive "si nota come la sospettata, visibile al centro dell'istantanea, abbia messo in opera atti criminosi consistenti nello sparpagliamento premeditato di oggetti tra i quali abbiamo rinvenuto: n° 8 peluche, n° 17 pezzi di Lego, n° 2 cerchietti più n° 72 oggetti vari di dubbia provenienza, pericolosi per la libera circolazione nel locale detto soggiorno".
Il mio avvocato, Adelmo De Crontis, sostiene una linea difensiva giusnaturalistica inconfutabile: "la mia cliente manifesta diritti fondamentali alla libertà di espressione che fanno parte del suo essere più profondo e nobile!".
Mentre la giuria si riuniva per pronunciare il verdetto sullo strano caso della Disseminatrice Folle, ero in camera mia a rovesciare tutti gli scaffali in terra.

La battuta sganasciosa della settimana è di mamma: "Flaminia voglio che metti tutto in ordine qui!".
La festa di Nicoletta
Ieri siamo andati alla festa di Nicoletta, che compiva due anni. La mia natura discreta e osservatrice mi ha imposto il giusto contegno, impedendomi di partecipare alla gazzarra infernale che i miei colleghi stavano mettendo in atto. Erano rinchiusi come scimmie impazzite dentro una gabbia tutta imbottita, con una grande piscina piena di palle colorate dove si gettavano ululando da uno scivolo. In particolare c'erano una bambina gigantesca, dicevano avesse cinque anni ma pesava come un tonno, che scivolava e schiacciava tutti quelli che incontrava sul suo cammino, e un bambino che pestava tutti quelli che sostenevano che lui non era Simba, per questo una volta arrivata sul bordo della gabbia sono scappata da mamma dicendo "bambini paura!". I miei giri e tuffi nella piscina li ho fatti verso la fine della festa, presa anch'io dalla Sindrome di Edoardo, che colpisce tutti prima o poi. Mamma col pancione chiacchierava qua e là mentre i papà fuggivano all'estero con la scusa delle sigarette, e il mio neanche fuma! Mi sono divertita e tornata a casa ho fatto scontare a mamma l'ora legale, addormentandomi dopo una serie di tumulti interclassisti verso mezzanotte. Sono previste rappresaglie da parte dei Padroni Genitori.
Ho scoperto al parco il Play Crossing: trovo giochi abbandonati che devo assolutamente portare a casa, la volta dopo lascio qualcosa di mio che un altro collega prenderà avidamente per sé, e così via all'infinito. In questo modo tutta Roma è solcata dai medesimi Pezzi Insignificanti che colorano la nostra giovane vita.
Mamma e papà hanno trovato una macchina nuova, cioè usata! Come vi avevo detto, in quella vecchia non c'entravamo più, prima di ogni viaggio iniziava la conta delle cose da lasciare a casa (e mamma diventava verde come hulk). Hanno trovato una Passat della fine del 1999 azzurrina, a mamma piace molto anche se si lamenta che non è possibile pattinare nel portabagagli, e speriamo cammini, che quando compri le auto usate non sai mai...
Poiché mamma deve stare a letto questi giorni, la sera m'addormenta papà, ma io ho delle abitudini neanche avessi centodieci anni:
Vengo trascinata a forza in bagno, dove ha luogo la Vestizione Travagliata, una volta indossato il pigiama mi vengono lavati i denti con trucchi sordidi per farmi aprire la bocca, infine vengo portata in camera, nel lettino, dove hanno luogo:
1) quattro salti acrobatici, come in "Pingu e Pinga non vogliono andare a dormire" (citazione cinefila);
2) camomilla tracannata al buio, stando finalmente sdraiata;
3) ascolto partecipativo di pseudo-fiaba consistente nel resoconto liberamente fantasioso dell'avventura più gettonata del giorno di Pingu o dei teletubbies;
4) scavalcamento della ringhierina per stare in braccio al malcapitato per un minuto e mezzo fino all'intimazione "scendi!, che vuol dire:
5) che voglio essere rimessa nel lettino, dove mi giro vorticosamente e infine chiedo l'acqua, in genere con strilli fenomenali;
6) bevuta d'acqua prolungata, mormorio confuso, sonno.
L'esecuzione delle voci di questo elenco porta via da mezz'ora a tre quarti d'ora di vita di chi deve occuparsene. Ieri sera papà m'ha rifilato una medley mostruosa dei teletubbies, mischiando tutte le avventure che ricordava in una sorta di Mostro di Tubbenstein che mi ha fatto dormire un sonno senza sogni, tutta la notte! No, scherzo! Ormai sono tre settimane che non prendo d'assalto il lettone (sono bravissima).

papà e mamma vogliono comperare una macchina nuova, cioè usata, perché gli euro sono pochi! Mamma vorrebbe una station wagon con un bagagliaio di tre ettari, ma facile da parcheggiare, papà dice "possiamo comperarci un Pendolino e lasciarlo alla Stazione Centrale", ma lui ne vorrebbe una che fa zero cento in 1"9 (come la Ferr** di Schum**), lussuosa ma che paga poco di bollo, consuma niente ed è sicura come una portaerei statunitense, con seicento airbag, abs, e tutte le sigle che a un maschio adulto completamente pazzo possono venire in mente.
E' ovvio che un'automobile usata così non la troveranno mai, ma devono, perché in quella vecchia non ci entra più, prima di ogni piccolo spostamento avviene una selezione darwiniana e metà della roba resta a casa, così imparano a prendere una macchina da coppia senza figli! Ma come potevano sapere che sarei arrivata io (eh eh)?
Dopo una lunga analisi tra le tarme annidate nei borsellini, la scelta si è ristretta tra:
Fiat Stilo SW (la valutazione dell'usato però cala più rapido delle cascate del Niagara, brutto segno)
Opel Astra (sembra economica, invece nuova va sui ventimila, usata si trova a poco perché a fine anno esce il modello nuovo)
Volkswagen Passat (del millennio scorso però, sennò costa troppo)
Ford Focus CMax, (è quella che alla mamma piace di più, ma è uscita nel 2003 e l'usato più economico per ora è al di sopra del budget come l'Everest rispetto al Monte Bianco).
Se avete qualche parere su queste macchine, me lo fate sapere? Come vanno? si smontano appena scade la garanzia? Stanno sempre dal meccanico? Conoscete qualcuno che si è stufato e ce ne regala una? Noi bimbi come ci stiamo dentro? Vi prego, tanto qui devo decidere tutto io!

Mi sono raffreddata e sono ridotta una fetecchia, starnuti e mocciolo, catarro, tosse, notti infernali, tutti svegli!

Mi sa che tutti noi bimbi abbiamo il parquet a casa, quella cosa più o meno scura - più è scura più si vede anche il più piccolo granello che lasciamo cadere - e le mamme che brontolano 27 ore al giorno "è sempre sporco!". Quella cosa che noi amiamo perché è abbastanza morbida da lasciarci le nostre bellissime firme. Mamma Comida ha detto la sua, e tra i commenti c'è quello di Lavoronace che scrive: convinciti che il parquet è bello se è vissuto. Le mamme non capiscono che è proprio così, i segni sono la storia del parquet, il passato. Papà ieri sera l'ha mormorato quando ho preso dei cucchiai e giocavo alla batterista heavy-metal lasciando un grande numero di buchi sul legno, quando ho preso una cesta e l'ho spinta come fosse la partenza del bob a quattro facendo delle lunghe strisciate, però era un po' preoccupato perché ha aggiunto "entro due anni questa cavalletta ce lo riduce a segatura". Mamma invece ha strillato e basta.
L'albero di natale è buio la sera, non ci sono più le lucine, mamma e papà dicono che devono smontarlo, ma conoscendoli arriveremo a metà giugno.

La mia Befana
Quando mi sono alzata ho trovato la calza della befana, non ho assolutamente capito perché avessero appeso un grosso calzino alla cappa della cucina ma vabè, dentro c'erano cose interessanti! Soldi d'oro con dentro la cioccolata appiccicosa, caramelle letali, dolci consigliati dai dentisti (perché provocano immediatamente le carie), e nemmeno un pezzo di carbone. Il carbone l'ho trovato in un altro calzino, bianco e bellissimo, che m'hanno regalato zio Mario e zia Claudia, quando siamo arrivati a casa loro, l'ho preso e accuratamente sminuzzato in frammenti quantistici che ho raccolto sul palmo delle mani e sotto le scarpe, poi me ne sarei andata in giro a lasciare le mie impronte se mamma non mi avesse placcata! Peccato...
Ho ricevuto in regalo dagli zii un'apa (macchina ndr) che suona e premendo dei tasti escono dei cagnolini che sanno persino parlare. Non ci sono mucche e questo mi ha rassicurato. Ho ricevuto anche una serie di rocchetti che andrebbero infilati in uno spago, ma che io uso per tendere trappole vietcong a papà e mamma, perché prima o poi metteranno il piede sopra uno di loro. Ultimo regalo, una bambolina che a sfiorarla gattona e emette una musica techno-house-chinese.
C'era anche Kiki, ma sottotono, modello polipo gigante è stato quasi tutto il tempo un po' triste tra le braccia di zia Simona, però siamo riusciti a giocare un po' insieme, imitando ovviamente il peggio l'uno dell'altra. Sul più bello lui si accorgeva che la mamma era uscita dalla stanza strisciando contro i muri, così la inseguiva ululando.
Quando sono tornata a casa ero una bimba sfatta, appena il tempo di scapricciare un bel po', dare una robusta mentata sul pavimento (ho un bel livido), fare qualche altro pianto assolutamente indecifrabile e poi sono sprofondata in un sonno profondo. Là mamma e papà si sono guardati negli occhi e sono svenuti.

Il compleanno di Kiki Ieri era il secondo compleanno di Kiki e sono stata invitata a casa sua per festeggiare. Mi hanno accompagnato una mamma contenta e un papà riluttante. "Non mi ci vorrai mandare da sola!" ha protestato lei, e papà ha risposto con un sorriso stentato "ma certo che no!" rimpiangendo di nascosto il suo sabato-alla-deriva. Insomma siamo usciti in ritardo mostruoso perché "mamma deve pensare a tutto lei" mentre papà con due minuti è pronto e giocherella sornione con le chiavi della macchina. Con un centinaio di infrazioni siamo arrivati rapidamente a destinazione e zia Simona ci ha fatto parcheggiare nel loro garage altrimenti a cercar posto tagliavamo la torta dei tre anni e non quella dei due. Appena siamo entrati da Kiki sono rimasta di sasso perché c'erano delle persone sconosciute e tanti, tantissimi palloni celesti appesi al soffitto, e se tiravi delle cordicelle venivano giù, ma avevano voglia di stare sul soffitto e io li ho odiati subito. Alla fine sono scesa dalle braccia di mamma e mi sono tuffata nel mondo, ho mangiato una quantità non troppo considerevole di pop corn, patatine fritte, meno di un altro collega chiamato Luigi per il quale la madre ha profetizzato una interminabile notte sul vaso. Luigi ha aperto e chiuso una porta per circa diecimila volte e ognuna tutti i grandi gridavano in coro "attento alle dita!" e lui era tentato di farsele schiacciare sul serio così l'avrebbero piantata! Poi è arrivata la torta e ho mangiato con nonna Adriana un po' anche di quella, volevo bere lo spumante ma mamma m'ha raggirata perché ha messo della gazzosa in un bicchiere identico e a me ha fatto schifo e sono scappata. Con Kiki ci siamo lungamente affrontati per il possesso di un gatto di peluche, una cassetta degli attrezzi vuota in cui mettevo il peluche, un triciclo, alcune pentolette evidentemente decisive per la nostra vita. Lui me le strappava di mano e quando mi sono sdraiata per terra strillando e sbattendo i piedi in un letto di profondo dolore, cercando di utilizzare la classica arma femminile per dargli mollare l'osso, lui mi ha imitata e tutti hanno riso! Mostro! Poi ci siamo messi a correre ma lui m'è venuto addosso e m'ha fatto cadere, però ho riso molto, alla fine lui apriva e chiudeva una porta e io gridavo come una pazza. Mi sono divertita! Ieri sera mamma mi addormentava e io disputavo ancora con lui , dicevo "no, no, Kiki!" perché sognavo che lui chiudeva il gatto dentro la cassetta e se la portava via (tragico fatto realmente accaduto), e anche stamattina mi sono svegliata mentre dirimevo le ultime questioni territoriali col cuginetto. Quando torniamo da lui?

Mi sa che vedo troppo Divertinglese, perché papà oggi ha detto "se a cinque anni non parli perfettamente due lingue ti vendo".