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Diario di bimba

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giovedì, giugno 16, 2005

fotoreportage

 

la torta che torteggiò alla grande

Questa è la torta preparata per il battesimo del ranocchio, è stata spazzata via da mostri forchettosi e coltellacci sguainati

 i due teneri devastatori

Questa sembrerebbe una leziosa immagine tra fiocchi fru fru con due teneri marmocchi, in realtà armaletale smania per gettarsi contro un cuscino che stava distruggendo con la bava e io sto tacitamente chiedendo a mamma il permesso di buttarlo dal letto sul quale volevo saltare in selvaggia solitudine.

fochette in attesa

Ode alla bomboniera abbandonata, che la Grande Generatrice dimenticò di distribuire alla festa di battesimo, dove evidentemente vennero distribuiti troppi alcolici! Personalmente ne ho già devastate un paio, arh arh!

Me moi la princesse

qui sto abbracciando Rosetta, la tenera bambola che zio Agostino mi ha regalato per compensare la mia folle gelosia verso Armaletale che accentrava sinistramente su di sé tutte le attenzioni. Grazie zio! Se ci fosse l'audio potreste udire i miei fantastici tentativi di pronunciare la erre, immaginate di pronunciare un grrrrazie zio... e vi sarete timidamente avvicinati alle mie performance.

postato da: Flappola alle ore 10:39 | link | commenti (3)
categorie: feste, album, andrea
domenica, giugno 12, 2005

Il battesimo di Andrea

 

 

Io la mia mamma e Andrea

Il battesimo di Armaletale ha offerto momenti strani. Nel cuore della notte la Grande Generatrice chiedeva "ma si dice Galàti o Gàlati". E Papà che rispondeva, il blasfemo, "ricordati la frase Gàlati le braghe", così al momento di leggere la preghiera ella si fermò qualche secondo cercando di ricordare non tanto l'accento ma la parola intera!

Andrea ha fatto un ingresso roboante in chiesa, tutti si sono voltati per via dei suoi ruggiti. Papà lo girava tra le braccia come un capace pizzettaro ottenendo in qualche modo il suo silenzio e anche qualche risolino. Per fortuna a un certo punto si è messa a piangere un'altra marmocchia e lui si è parzialmente placato lanciando ogni tanto un "Badoha!" che ha avuto termine quando il parroco l'ha inondato con l'acqua santa. Quella lavata di capo ha raffreddato definitivamente i suoi bollenti spiriti. I suoi padrini sono stati zio Agostino e zia Simona. Il primo ha contribuito generosamente per l'acquisto del nostro meraviglioso armadio e ha regalato al ranocchio anche un piccolo ciondolo d'oro del quale mi sono impossessata subito! arh arh!

Papà voleva unire l'utile al dilettevole andando a votare per il referendum, ma se il parroco avesse veduto la tessera elettorale fare capolino dalla giacca avrebbe pronunciato contro di lui degli esorcismi? Nel dubbio ha lasciato stare.

Io avevo un po' di febbre, ma questo non mi ha impedito di fare mille domande sull'acqua dentro il fonte che era santa e poi di lanciarmi in folli inseguimenti con Kiki che volevo a tutti i costi baciare. Lui scappava perché non voleva, possibile che non abbia alcun fascino?

Gli invitati si sono avventati come locuste sul rinfresco preparato con mille cure dai vecchi, lasciando poche briciole. Tutti sono andati via assai soddisfatti e sazi. La Grande Generatrice invece medita il suicidio perché alla fine si è dimenticata di dare le bomboniere! Come sia successo non riesce a capirlo. Il Miserabile Facchino sa già che dovrà percorrere migliaia di chilometri per consegnarle e questo l'ha riempito di felicità, ora è di là che singhiozza dalla gioia.

Questo dovevo dirvi, miei amati 30 lettori, sul battesimo di Andrea che viene una volta nella vita.

 

postato da: Flappola alle ore 23:26 | link | commenti (4)
categorie: feste, andrea
domenica, gennaio 30, 2005

Cronache di una festa annunciata

 

il momento topico

Ebbene cari colleghi, la festa s'è fatta. Nonostante titaniche difficoltà la pattuglia composta dalla Grande Generatrice e dal Miserabile Facchino ha completato la missione! La strategia è stata accurata: al mattino la Generatrice si è impossessata del territorio nemico, una graziosa casetta isolata nell'istituto scolastico dove passo le mie spensierate ore mattutine. Là ha appeso i numerosi palloncini di vari colori gonfiati dai potenti polmoni del Miserabile, la sera prima. Ivi ha depositato bevande, un milione di bicchieri di carta, un centinaio di buste per l'immondizia, settanta chili di popcorn e patatine fritte, tanti ne sarebbero serviti al termine per le nostre povere boccucce affamate. Al pomeriggio il Facchino e me, la gloriosa festeggiata, hanno fatto sosta presso la nota pasticceria Cutini per prelevare pizzette, biscotti e la meravigliosa torta che attestava la mia appartenenza all'impegnativo mondo dei treenni.

A questo punto è successa una cosa curiosa. Mentre il Miserabile Facchino scaricava dall'automobile la nobile mercanzia, si è presentato un giovane animatore, ma poco dopo anche una giovane animatrice. Escluso che le nostre finanze potessero permetterci tanto, è saltato fuori che il primo aveva sbagliato indirizzo. Trasformatosi per qualche istante in un oggetto inanimato, l'animatore ha dato l'anima per raggiungere la festa giusta ed è scomparso all'orizzonte in una nube di polvere. E'  rimasta padrona del campo Simona, che ha  fronteggiato con successo e autorità una trentina di bambini finalmente liberi di scatenare tutte le loro più distruttive e anarchiche pulsioni primordiali.

Allo scarto dei regali!

Simona mi ha dipinto un bel cuore sulla guancia, anche se non ho apprezzato molto il contorno nero che secondo me non mi donava :D.
Ho preso parte a un curioso picnic circolare, ho assistito al teatrino, sono passata nel tunnel e alla fine ho spento le candeline. Per il secondo anno mamma si è dimenticata la paletta per dividere la torta ma ha ricevuto un valido aiuto dalle sorelle, che spiavano dall'edificio di fronte attendendo che la giovane marmaglia togliesse le tende.

Beccata!

Ho ricevuto decine di regali che papà ha classificato sotto varie voci, "Letale", "Pericoloso", "Disastroso", che non erano riferite alla mia persona, ma alla sua! Si andava dal pongo, la maggior parte del quale si trova ora sotto la suola delle nostre scarpe, a un numero imprecisato di pupazzi di peluche coi quali papà vuole allestire una realistica replica della sanguinosa battaglia delle Ardenne.

 

Spengo le candeline

Ora vi lascio perché è l'ora dello sciroppo per la tosse. Eh già, è successo che il Miserabile Facchino, impegnato per due giorni a debellare una mandria di virus che s'era impossessata del suo computer, non abbia installato i tool antivirus dentro di sé, col risultato che s'è buscato febbre e mal di gola che ha poi passato a tutti. Così sono due giorni che mi trascino, stanca e malata. E se oggi mi sento meglio mamma invece è a pezzi, sembra sia stata investita da una trebbiatrice!

 

 
postato da: Flappola alle ore 16:25 | link | commenti (5)
categorie: feste, briciole
venerdì, gennaio 21, 2005

Fervono i preparativi

  sono moolto seriaLa festa del mio compleanno si avvicina. Colleghi che amate leggere di tanto in tanto le mie sventure terrene, se vivete a Roma, vi invito tutti, crepi l'avarizia! Il fatto che mi leggiate in quattro-cinque è assolutamente trascurabile... :D
L'indirizzo è Via Sangemini 53, dotatevi di stradario e raggiungetemi domani, sabato 22 alle 16.00.

A proposito dei preparativi, la Grande Generatrice è agitata come un generale nell'imminenza della battaglia decisiva, fortunatamente si distrae andando a recuperare Andrea che si è arenato rotolando in qualche luogo imprecisato del salone. Da una settimana parla di torte, addobbi, animazione, cercando invano di suscitare l'interesse del Miserabile Facchino che preferirebbe essere deportato nelle miniere di carbone del Galles piuttosto che affrontare un numero imprecisato di marmocchi ululanti. I papà, si sa, vivono le feste dei bambini con animo sereno, oserei dire felice. Attendono trepidanti il Giorno In Cui Ogni Tormento E' Possibile.  All'ora in cui dovremmo essere nella casetta bianca per iniziare i festeggiamenti, la rana Andrea dovrebbe mangiare, essere cambiato, coccolato e vezzeggiato. Ce la faranno i miei vecchi? I bookmakers scuotono la testa.

Dal canto mio faccio prodigiosi passi in avanti verso l'indipendenza assoluta. Anzitutto ho nominato quale legale di fiducia mio zio Agostino, il quale ha promesso che farà assicurare alla giustizia quei bambini che a scuola mi picchiano. Forte di questa protezione, posso minacciarli dicendo "guarda che mio zio ti manda in prigione!".
Il giorno del mio compleanno ho risposto da sola al telefono. Insomma, ero là vicino, squillava e io ho sollevato la cornetta e ho iniziato a parlare. Era zio Mario che voleva farmi gli auguri! Papà è arrivato perché mi sentiva cinguettare e ha temuto che avessi schiacciato tasti a caso, chiamando un utente di Tokyo o Melbourne, e stessi intavolando con lui graziosi dialoghi in Esperanto. La realtà lo ha sollevato molto, poi però ha spostato il telefono ai piani superiori.

Proseguo a voler andare nell'altra classe, che io chiamo "di Shuor Pashqualina" con la mia incerta dizione, tutto va bene, ma temo che prima o poi Shuor Raffaella mi faccia secca...

L'ultima e poi vi lascio alla vostra vita spensierata e felice: sono piombata nella fase Papite Acuta. Chiamo papà ogni momento, voglio fare tutto con lui, dormire, mangiare, andare a scuola, giocare soprattutto, lui prende il leone di peluche e mi racconta la vita nella savana che è molto pericolosa, soprattutto per i pupazzi Orsetto e Topetto! Fortunatamente il leone, l'elefante e la giraffa portano tutti in salvo...

 
postato da: Flappola alle ore 11:34 | link | commenti (11)
categorie: feste, briciole
domenica, maggio 30, 2004

La festa e i miei zii di Gagliole

Auguri zii!

Oggi gli zii Aldo ed Elina compiono 55 anni di matrimonio, una roba incredibile che non so neanche cosa significhi, qualcosa come 26 volte la mia età! Con mamma e papà gli facciamo tanti auguri.

Personalmente li voglio ringraziare perché quando sono stata da loro ho visto le mucche, anche se ho sempre paura di quella infernale del gioco Ch***o! Sono andata sull'altalena gigante con papà su fino al cielo, sull'ascensore fatto tutto di vetri su e giù, ho giocato con il ghiaccio che papà diceva era ghiaia bianca, ho lottato contro le formiche che si portavano via le briciole del mio cracker. Ho corso urlando a squarciagola nel prato tanto non mi sentiva nessuno. Ho annaffiato i fiori bellissimi. Sono stata tanto bene!

 

 

 

 

 

 

 mamma chiacchiera amabilmente con zia Elina.

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 sull'altalena con Emma, che sa fare tutto e risolve qualsiasi problema, cucina talmente bene che papà voleva rapirla.

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 Flaminia e le 3 moschettiere

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Siamo piccole mamma, zia ed io, così si vede il paesaggio che è bellissimo.

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Zia Tina e Cappuccetto Rosa sull'altalena

 

 

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Ziooo!

 

 

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Sto pensando... cosa scrivere domani?

postato da: Tez alle ore 08:59 | link | commenti (3)
categorie: feste
lunedì, marzo 29, 2004

La festa di Nicoletta

La festa di Nicoletta

Ieri siamo andati alla festa di Nicoletta, che compiva due anni. La mia natura discreta e osservatrice mi ha imposto il giusto contegno, impedendomi di partecipare alla gazzarra infernale che i miei colleghi stavano mettendo in atto. Erano rinchiusi come scimmie impazzite dentro una gabbia tutta imbottita, con una grande piscina piena di palle colorate dove si gettavano ululando da uno scivolo. In particolare c'erano una bambina gigantesca, dicevano avesse cinque anni ma pesava come un tonno, che scivolava e schiacciava tutti quelli che incontrava sul suo cammino, e un bambino che pestava tutti quelli che sostenevano che lui non era Simba, per questo una volta arrivata sul bordo della gabbia sono scappata da mamma dicendo "bambini paura!". I miei giri e tuffi nella piscina li ho fatti verso la fine della festa, presa anch'io dalla Sindrome di Edoardo, che colpisce tutti prima o poi. Mamma col pancione chiacchierava qua e là mentre i papà fuggivano all'estero con la scusa delle sigarette, e il mio neanche fuma! Mi sono divertita e tornata a casa ho fatto scontare a mamma l'ora legale, addormentandomi dopo una serie di tumulti interclassisti verso mezzanotte. Sono previste rappresaglie da parte dei Padroni Genitori.

Ho scoperto al parco il Play Crossing: trovo giochi abbandonati che devo assolutamente portare a casa, la volta dopo lascio qualcosa di mio che un altro collega prenderà avidamente per sé, e così via all'infinito. In questo modo tutta Roma è solcata dai medesimi Pezzi Insignificanti che colorano la nostra giovane vita.

 

postato da: Tez alle ore 10:15 | link | commenti (4)
categorie: feste, briciole
mercoledì, gennaio 07, 2004

La mia Befana


una biondina sotto l'albero


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 




La mia Befana


Quando mi sono alzata ho trovato la calza della befana, non ho assolutamente capito perché avessero appeso un grosso calzino alla cappa della cucina ma vabè, dentro c'erano cose interessanti! Soldi d'oro con dentro la cioccolata appiccicosa, caramelle letali, dolci consigliati dai dentisti (perché provocano immediatamente le carie), e nemmeno un pezzo di carbone. Il carbone l'ho trovato in un altro calzino, bianco e bellissimo, che m'hanno regalato zio Mario e zia Claudia, quando siamo arrivati a casa loro, l'ho preso e accuratamente sminuzzato in frammenti quantistici che ho raccolto sul palmo delle mani e sotto le scarpe, poi me ne sarei andata in giro a lasciare le mie impronte se mamma non mi avesse placcata! Peccato...


Ho ricevuto in regalo dagli zii un'apa (macchina ndr) che suona e premendo dei tasti escono dei cagnolini che sanno persino parlare. Non ci sono mucche e questo mi ha rassicurato. Ho ricevuto anche una serie di rocchetti che andrebbero infilati in uno spago, ma che io uso per tendere trappole vietcong a papà e mamma, perché prima o poi metteranno il piede sopra uno di loro. Ultimo regalo, una bambolina che a sfiorarla gattona e emette una musica techno-house-chinese.


C'era anche Kiki, ma sottotono, modello polipo gigante è stato quasi tutto il tempo un po' triste tra le braccia di zia Simona, però siamo riusciti a giocare un po' insieme, imitando ovviamente il peggio l'uno dell'altra. Sul più bello lui si accorgeva che la mamma era uscita dalla stanza strisciando contro i muri, così la inseguiva ululando.


Quando sono tornata a casa ero una bimba sfatta, appena il tempo di scapricciare un bel po', dare una robusta mentata sul pavimento (ho un bel livido), fare qualche altro pianto assolutamente indecifrabile e poi sono sprofondata in un sonno profondo. Là mamma e papà si sono guardati negli occhi e sono svenuti.

postato da: Tez alle ore 10:36 | link | commenti (3)
categorie: feste, briciole
domenica, novembre 30, 2003


 


 


 


 



Il compleanno di Kiki

Ieri era il secondo compleanno di Kiki e sono stata invitata a casa sua per festeggiare. Mi hanno accompagnato una mamma contenta e un papà riluttante. "Non mi ci vorrai mandare da sola!" ha protestato lei, e papà ha risposto con un sorriso stentato "ma certo che no!" rimpiangendo di nascosto il suo sabato-alla-deriva. Insomma siamo usciti in ritardo mostruoso perché "mamma deve pensare a tutto lei" mentre papà con due minuti è pronto e giocherella sornione con le chiavi della macchina. Con un centinaio di infrazioni siamo arrivati rapidamente a destinazione e zia Simona ci ha fatto parcheggiare nel loro garage altrimenti a cercar posto tagliavamo la torta dei tre anni e non quella dei due.


Appena siamo entrati da Kiki sono rimasta di sasso perché c'erano delle persone sconosciute e tanti, tantissimi palloni celesti appesi al soffitto, e se tiravi delle cordicelle venivano giù, ma avevano voglia di stare sul soffitto e io li ho odiati subito. Alla fine sono scesa dalle braccia di mamma e mi sono tuffata nel mondo, ho mangiato una quantità non troppo considerevole di pop corn, patatine fritte, meno di un altro collega chiamato Luigi per il quale la madre ha profetizzato una interminabile notte sul vaso. Luigi ha aperto e chiuso una porta per circa diecimila volte e ognuna tutti i grandi gridavano in coro "attento alle dita!" e lui era tentato di farsele schiacciare sul serio così l'avrebbero piantata! Poi è arrivata la torta e ho mangiato con nonna Adriana un po' anche di quella, volevo bere lo spumante ma mamma m'ha raggirata perché ha messo della gazzosa in un bicchiere identico e a me ha fatto schifo e sono scappata.


Con Kiki ci siamo lungamente affrontati per il possesso di un gatto di peluche, una cassetta degli attrezzi vuota in cui mettevo il peluche, un triciclo, alcune pentolette evidentemente decisive per la nostra vita. Lui me le strappava di mano e quando mi sono sdraiata per terra strillando e sbattendo i piedi in un letto di profondo dolore, cercando di utilizzare la classica arma femminile per dargli mollare l'osso, lui mi ha imitata e tutti hanno riso! Mostro! Poi ci siamo messi a correre ma lui m'è venuto addosso e m'ha fatto cadere, però ho riso molto, alla fine lui apriva e chiudeva una porta e io gridavo come una pazza. Mi sono divertita!


Ieri sera mamma mi addormentava e io disputavo ancora con lui , dicevo "no, no, Kiki!" perché sognavo che lui chiudeva il gatto dentro la cassetta e se la portava via (tragico fatto realmente accaduto), e anche stamattina mi sono svegliata mentre dirimevo le ultime questioni territoriali col cuginetto. Quando torniamo da lui?



 


 

postato da: Tez alle ore 17:44 | link | commenti (10)
categorie: feste, briciole